La storia di Pasquale “Pascual” Marcovecchio, grande sarto dell’Argentina

cordobaEra molisano, nacque ad Agnone il 16 febbraio 1856

AGNONE – Pasquale “Pascual” Marcovecchio nacque, il 16 febbraio 1856, ad Agnone. Si diplomò presso l’Istituto scolastico del suo paese. Ma sin da piccolo andò a “bottega” da un vecchio sarto di Agnone e da lui apprese tutti i segreti di quel mestiere. Dopo aver ottemperato agli obblighi di leva, per tre anni, nel 15° Reggimento Artiglieria decise di emigrare. In un primo momento sembrò voler andare in Uruguay ma poi optò, seguendo un amico, per l’Argentina.

Arrivò nel 1883 in Sud America. (va detto che su “Historia de los italianos en la Argentina” di Jorge F. Sergi il suo arrivo è datato 1881). La sua prima residenza fu a Buenos Aires. Nella capitale argentina, vi rimase per almeno due anni, all’inizio si adattò ad ogni sorta di lavoro. Poi, solo qualche mese dopo, aprì una piccola sartoria che, da subito, si fece apprezzare per la sue qualità. Nel 1889 decise di recarsi a Rosario, nella provincia di Santa Fe, dove aprì una propria sartoria sulla “Calle Cordoba”.

La chiamò “ Sartoria XX Settembre” (“Sastrería XX Septiembre”) in onore della “Breccia di Porta Pia” e della conseguente Unità d’Italia. Un giornale così descrisse la sua sartoria “molto accreditata per l’accuratezza dei lavori che vi si confezionano e la eleganza delle stoffe”. La sua sartoria divenne riferimento della migliore società di Rosario e della intera regione. Seppe inserirsi, con grande autorità, nelle società argentina ed acquisì posti di responsabilità.

Ebbe un ruolo di presidenza nella “Società Unione e Benevolenza” e fu anche Ispettore Scolastico (“Ispector Escolar”). Su una rivista venne così definito: ”uno della colonia italiana, assai rispettabile per le sue qualità”.

Fu anche Vice-Presidente, nel 1889, della Società “Stella d’Italia”. In una successiva pubblicazione argentina la sua “Sastrería XX Septiembre” venne così definita: “muy acreditada en su época”. Marcovecchio creò una “escuela de sastrería” che preparò a questo mestiere moltissimi futuri sarti.

A cura di Geremia Macini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”