L’I.C. Petrone di Campobasso organizza un seminario sull’uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale con esperti, psicologi e docenti
CAMPOBASSO – Un interrogativo semplice ma decisivo apre il dibattito: “Sappiamo davvero cosa stiamo usando?”. È attorno a questa domanda che l’Istituto Comprensivo “Igino Petrone” ha organizzato il seminario “Sappiamo cosa stiamo usando? Educare e crescere in un tempo che cambia”, in programma martedì 20 gennaio 2026 alle ore 16:30 presso l’Auditorium di via Alfieri. Un appuntamento pensato non per tecnici o addetti ai lavori, ma per l’intera comunità scolastica e cittadina, con l’obiettivo di riflettere sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale nella vita quotidiana.
L’iniziativa, patrocinata dall’Ordine degli Psicologi del Molise, nasce dalla consapevolezza che l’IA è ormai parte integrante delle abitudini di studenti, famiglie e docenti: dagli smartphone agli strumenti di studio, dalle app ai software educativi. Dietro la comodità delle risposte immediate, però, si nasconde una sfida educativa cruciale: comprendere davvero cosa c’è dietro queste tecnologie e quali effetti producono sul modo di pensare, apprendere e prendere decisioni.
Il Dirigente scolastico sottolinea la necessità di un approccio consapevole: la scuola non può limitarsi a insegnare l’uso degli strumenti, ma deve aiutare a capirne funzionamento, limiti e conseguenze. La vera competenza, oggi, non è ottenere risposte veloci, ma saperle valutare criticamente.
Il programma del seminario propone interventi multidisciplinari: – Fabio Santini (expert.ai) con “Quanto ne sAI?”, sul rapporto tra utenti e tecnologie intelligenti; – Rocco Oliveto (Università del Molise) con “Cosa possiamo fare con l’Intelligenza Artificiale… e a che prezzo?”; – Alessandra Ruberto (Ordine Psicologi Molise) con “L’impatto psicologico sulle giovani menti dell’IA”.
L’incontro è aperto ad alunni, genitori, docenti e cittadini. Un’occasione per discutere non solo di tecnologia, ma di educazione, responsabilità e futuro, con l’obiettivo di governare il cambiamento senza rinunciare al pensiero critico e alla centralità della persona.









