A Isernia parte “Merletti di Memoria”: laboratori sul merletto a scuola per unire tradizione, identità e formazione nel Giorno della Memoria
ISERNIA – Nel Giorno della Memoria prende avvio “Merletti di Memoria”, il nuovo progetto formativo promosso dall’Istituto “San Giovanni Bosco” di Isernia insieme all’associazione “Il Merletto d’Isernia – L’Arte nelle Mani” OdV, custode di una tradizione artigianale riconosciuta come eccellenza del territorio. L’iniziativa porta tra i banchi l’antica arte del merletto a fuselli, trasformandola in un percorso educativo che unisce memoria, identità e creatività.
Per quattro settimane le maestre merlettaie dell’associazione guideranno gli studenti delle classi prime della scuola secondaria in laboratori pratici dedicati alle tecniche base del merletto, senza distinzione di genere. Un’esperienza che intreccia manualità, precisione e pazienza, con l’obiettivo di avvicinare i più giovani a un patrimonio culturale che rischia di scomparire e che invece può diventare risorsa per il futuro.
Il progetto nasce all’interno di un più ampio percorso di valorizzazione delle eccellenze locali. «Preservare il merletto significa custodire una parte fondamentale della nostra identità culturale», sottolinea la presidente dell’associazione, Anna Luisa D’Aloia, che ringrazia il dirigente scolastico Giuseppe Posillico per aver scelto di integrare questa tradizione nel percorso formativo degli studenti. Rinnovato anche il sostegno dell’Ufficio Scolastico Regionale del Molise, guidato dalla Dott.ssa Chimisso, e del Centro di Servizio per il Volontariato del Molise, presieduto da Gian Franco Massaro, che hanno riconosciuto nel progetto un valore educativo e comunitario.
A rendere possibile “Merletti di Memoria” sono soprattutto le maestre merlettaie, le tutor e la Presidente Onoraria Carmela Iavarone, che con dedizione trasformano ogni filo intrecciato in un gesto di cura e trasmissione. Nel Giorno della Memoria, il progetto diventa così un simbolo di continuità: un filo che unisce passato e futuro, tradizione e nuove generazioni, ricordando che la memoria vive solo se viene condivisa e tramandata.









