A Campobasso torna “Scuole EcoSostenibili”, il progetto di SEA e Comune che trasforma le classi in laboratori di analisi dei rifiuti per migliorare la qualità della raccolta differenziata
CAMPOBASSO – A Campobasso i rifiuti entrano in classe, ma non per essere studiati sui libri: diventano materiali da osservare, misurare e discutere. È ripartita la quinta edizione di “Scuole EcoSostenibili”, il progetto promosso da SEA Servizi e Ambiente S.p.A. insieme al Comune, che negli anni ha trasformato le scuole in veri laboratori di educazione ambientale.
Il cuore dell’iniziativa è semplice e concreto: partire da ciò che ogni giorno finisce nei cestini. Gli studenti pesano i rifiuti, li classificano, analizzano gli errori di conferimento e scoprono quanto spesso gli imballaggi vengano smaltiti nel contenitore sbagliato. Un lavoro che rende visibile ciò che normalmente passa inosservato e che incide sulla qualità complessiva della raccolta.
Tra le attività più apprezzate c’è la “Settimana della merenda sballata”: per alcuni giorni le merende confezionate vengono sostituite da cibo preparato in casa. Le classi registrano e fotografano i rifiuti prodotti, confrontando quantità e tipologie. Il risultato è immediato: meno imballaggi, meno scarti, più facilità nel conferimento.
In altre classi si lavora sulla riprogettazione degli spazi: gli studenti ripensano la disposizione dei contenitori, migliorano la segnaletica e verificano quanto la struttura del sistema possa ridurre gli errori. Un esercizio pratico che mostra come anche piccoli accorgimenti possano fare la differenza.
Un altro focus riguarda gli imballaggi portati da casa. I ragazzi li osservano, ne riconoscono i materiali e discutono sulle modalità corrette di smaltimento, trasformando un gesto quotidiano in un’occasione di consapevolezza.
Il percorso prosegue fuori dall’aula, con le visite al Centro comunale di Raccolta, dove gli studenti vedono da vicino cosa accade ai rifiuti dopo il conferimento. È qui che il gesto individuale si collega alla filiera complessiva del servizio.
Per le classi che hanno già partecipato negli anni precedenti, il progetto propone un livello più avanzato: l’analisi degli scaffali dei supermercati, il confronto tra prodotti simili e la valutazione degli imballaggi in relazione al consumo e alla qualità della raccolta.
La chiusura del progetto sarà affidata a un contest finale, che quest’anno cambia formula: non più una sfida tra classi, ma tra scuole, per rafforzare il senso di responsabilità collettiva.
“Non parliamo di semplici lezioni, ma di esperienze concrete”, sottolinea Piero Neri, presidente di SEA. “Quando i ragazzi comprendono davvero cosa succede ai rifiuti, il cambiamento diventa più consapevole e duraturo”.
Sulla stessa linea l’Assessore all’Ambiente Simone Cretella: “La scuola è il luogo in cui nasce il senso civico. Educare alla corretta gestione dei rifiuti significa costruire attenzione e responsabilità verso la città”.
Con “Scuole EcoSostenibili”, Campobasso continua a investire in un percorso che parte dai banchi, ma produce effetti tangibili anche fuori dall’aula. Perché la raccolta differenziata non è solo una questione di quantità: è soprattutto una questione di qualità. Ed è da quella qualità che passa una città più efficiente e più attenta.









