Molise industriale: numeri e prospettive al Manufacturing Renaissance

manufacturing renaissance 2026

Al Congresso Internazionale Manufacturing Renaissance, a Bologna, focus sul futuro dell’industria manifatturiera tra geopolitica, transizione energetica e tecnologie emergenti

BOLOGNA – L’industria manifatturiera italiana continua a dimostrare solidità e capacità di adattamento in uno scenario globale segnato da tensioni geopolitiche, transizione energetica e accelerazione tecnologica. È quanto emerso al Congresso Internazionale Manufacturing Renaissance, ospitato al Tecnopolo DAMA di Bologna, dove imprenditori, accademici e rappresentanti istituzionali hanno analizzato le trasformazioni in atto e le opportunità dei settori a più alto potenziale: aerospace, automotive, marine e tecnologie avanzate.

Secondo i dati presentati durante i lavori, nel 2026 il fatturato del manifatturiero italiano raggiungerà 1.168 miliardi di euro, stabile a prezzi costanti (+0,2%) e in crescita a prezzi correnti (+3,8%). Tra il 2027 e il 2030 è atteso un incremento medio dell’1% annuo. Un risultato sostenuto da un tessuto produttivo capillare: 423.588 imprese attive nel primo trimestre 2026, con quasi 4 milioni di addetti.

Il Molise: 1.927 imprese e oltre 8.400 addetti

Il comparto manifatturiero molisano conta 1.927 aziende attive e 8.406 addetti. Campobasso è la provincia più dinamica con 1.371 imprese, seguita da Isernia con 556. Un sistema produttivo che, pur nelle sue dimensioni contenute, esprime competenze diversificate e un ruolo significativo nelle filiere nazionali.

Un congresso per leggere il cambiamento

Manufacturing Renaissance nasce come piattaforma di confronto per CEO, CTO, innovatori e investitori. L’obiettivo: interpretare le trasformazioni in corso e individuare le opportunità strategiche legate alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, alla transizione energetica e ai mercati emergenti.

«Il manifatturiero è uno degli assi portanti dell’economia italiana – ha dichiarato Ivo A. Nardella, Presidente del Gruppo Tecniche Nuove e Senaf – e oggi più che mai ha bisogno di luoghi in cui imprese, istituzioni e ricerca possano dialogare per affrontare insieme le grandi trasformazioni in corso».

Alessandro Garnero, Direttore Editoriale della Divisione Manufacturing di Tecniche Nuove, ha evidenziato come l’iniziativa abbia offerto «una ventata di ottimismo e visione» in un momento segnato da costi energetici elevati e dinamiche di mercato imprevedibili.

Il programma: geopolitica, mercati, innovazione

La giornata si è articolata in tre blocchi tematici: scenari geopolitici ed economici, mercati e opportunità, innovazione e formazione.

Tra gli interventi più attesi:

  • Nathalie Tocci, docente della John Hopkins SAIS, sulle relazioni transatlantiche;
  • Lucio Poma, capo economista Nomisma, sulle imprese che trainano il Paese;
  • un panel dedicato al ruolo dei finanziamenti europei per il manifatturiero;
  • un confronto sulla formazione con imprenditori e manager di Bosch Rexroth, Dematic, RF Celada e Nicim.

Il pomeriggio ha acceso i riflettori sui settori ad alto potenziale:

  • Tommaso Ghidini (ESA) sulle opportunità dell’aerospace;
  • Franco Orsogna (Deloitte) sulle trasformazioni dell’automotive;
  • un panel dedicato alla nautica con Mobilart Yacht Furniture e Polo Tecnologico Magona;
  • un confronto sui mercati internazionali con rappresentanti delle Camere di Commercio di India, Arabia Saudita, Vietnam, Singapore e Malta.

A chiudere la giornata, le tecnologie che stanno rivoluzionando la produzione:

  • Claudio Arlandini (CINECA) su AI, supercalcolo e quantum computing;
  • Fabrizio Dallari (LIUC) sull’automazione logistica;
  • Gianni Simonato su leadership e organizzazioni.

Un settore che cambia, un Paese che investe

Il Congresso ha confermato che il manifatturiero italiano, pur tra difficoltà e sfide globali, resta un pilastro dell’economia nazionale e un terreno fertile per innovazione e crescita. Un percorso che coinvolge anche il Molise, chiamato a valorizzare le proprie competenze e a cogliere le opportunità della trasformazione tecnologica.