Snami: “In Molise segnali di ripresa e uscita dalla fase critica”

CAMPOBASSO – Dalle ‘ombre’ del passato, ai bagliori di luce che iniziano ad intravedersi. La sanità pubblica molisana, alle prese dal 2007 con il piano di rientro e in regime commissariale dal 2009, sembra aver avviato un percorso di ‘risanamento’. A confermare questa inversione di tendenza sono alcuni dati che spingono ad essere fiduciosi. A riferirlo è lo Snami, il sindacato nazionale autonomo medici italiani. “I più recenti – osserva il presidente regionale Federico Di Renzo – mostrano una tendenza positiva. Il monitoraggio Agenas sulle liste d’attesa registra in Molise un miglioramento del rispetto dei tempi massimi, con l’88,8% delle prime visite e l’88,6% delle prestazioni diagnostiche erogate entro i tempi previsti.

Sul fronte dell’assistenza domiciliare – aggiunge – il monitoraggio nazionale relativo al Dm 77 evidenzia una copertura territoriale completa dei distretti molisani per le diverse tipologie di servizi censiti. Inoltre, il Fascicolo sanitario elettronico è già ampiamente utilizzato e il completamento della sua nuova architettura potrà rafforzare ulteriormente l’integrazione tra i professionisti”. Dopo anni difficili, dunque, iniziano a emergere segnali di cambiamento.

“A gennaio 2026, a quasi vent’anni dal precedente accordo del 2007 – spiega Di Renzo – è stato sottoscritto il nuovo Accordo integrativo regionale della medicina generale. Non è un semplice rinnovo contrattuale, ma una profonda riorganizzazione dell’assistenza territoriale, attraverso le Aggregazioni funzionali territoriali, le forme organizzative multiprofessionali e le Case della Comunità. Il nuovo modello coinvolge l’intera medicina generale e prevede la presenza, accanto ai medici, di infermieri, specialisti, psicologi, professionisti dell’area sociale e personale amministrativo. È un impianto tra i più avanzati in Italia, che sta suscitando interesse anche al di fuori del Molise. A questo si è aggiunta la sottoscrizione del nuovo accordo regionale per la specialistica ambulatoriale, altro passaggio atteso da anni. Naturalmente – conclude il sindacalista – gli accordi, da soli, non bastano: devono essere attuati, finanziati e accompagnati dal personale e dalle tecnologie necessarie. Ma rappresentano il segnale che la fase dell’immobilismo può essere finalmente superata”.