
Il Comune di Campobasso risponde alle critiche sul logo della candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029
L’Amministrazione comunale interviene con decisione sulle recenti osservazioni riguardanti il logo della candidatura di Campobasso a Capitale Italiana della Cultura 2029, chiarendo la metodologia seguita e la piena originalità dell’identità visiva scelta. A farlo è il team dei grafici incaricato dal Comune, che ha ricostruito il percorso tecnico e creativo alla base del marchio.
Secondo i professionisti, l’immagine “Castel Royal” citata sui social e su alcune testate non è un marchio registrato, ma un semplice modello di reference proveniente da una banca immagini. L’utilizzo di reference – spiegano – è una prassi consolidata nel settore della comunicazione: consente di individuare archetipi visivi e sviluppare, attraverso modifiche grafiche, cromatiche e tipografiche, un logo originale, completo di naming e payoff.
Per Campobasso 2029, il team – composto da professionisti con esperienze maturate in network internazionali come Young & Rubicam, Publicis e Scholz & Friends – ha presentato cinque concept grafici. L’Amministrazione ha scelto quello che meglio rappresenta la città: una torre stilizzata del Castello Monforte, sintetizzata con tre merli, e una “C” interna che racchiude Campobasso, Capitale e Cultura. La forma richiama una calamita, simbolo della capacità del progetto di attrarre idee, turismo e risorse.
La tipografia segue criteri di rigore: l’uso delle famiglie Gotham e Bodoni 72 Book garantisce coerenza, leggibilità e armonia visiva. Il marchio, sottolineano i grafici, rispetta pienamente la normativa sulla tutela del brand e le licenze d’uso, configurandosi come un impianto originale e tutelato.
Una candidatura per affrontare le criticità, non per nasconderle
L’Amministrazione coglie l’occasione per ribadire la visione alla base della candidatura: Campobasso non si propone come “città perfetta”, ma come territorio che vuole portare le proprie criticità al centro del dibattito nazionale, acquisendo maggiore forza politica per attrarre investimenti e interventi strutturali.
Il dossier è frutto di uno sforzo corale straordinario: in appena un mese e mezzo sono stati coinvolti oltre quaranta operatori culturali, insieme a istituzioni e realtà del territorio, tra cui Università degli Studi del Molise, Fondazione Molise Cultura, Regione Molise, Province di Campobasso e Isernia, Direzione Regionale Musei Molise, Parco Archeologico di Sepino, Conservatorio Perosi, Camera di Commercio, Corecom Molise, GAL Molise, Ordine dei Giornalisti, oltre ai Comuni limitrofi e alla Confederazione Italiani nel Mondo.
Un Comitato tecnico-scientifico di alto profilo
A garantire solidità metodologica e visione strategica è un Comitato tecnico-scientifico eterogeneo e qualificato, composto da figure di primo piano:
- Domenico Iannaccone, giornalista
- Pasquale Gravina, dirigente sportivo
- Rossana Varrone, presidente Uni3
- Nella Rescigno, progettista culturale
- Norberto Lombardi, storico
- Rossella Ferro, imprenditrice
- Giuseppe Peter Vanoli, rettore Unimol
- Le docenti Letizia Bindi e Luisa Corazza
- Antonella Presutti, presidente Fondazione Molise Cultura
- Alessandro Coloccia, European Affairs Senior Specialist – Cassa Depositi e Prestiti
- Augusto Massa, politico
- Adalberto Cufari, giornalista
Un gruppo capace di offrire competenze complementari e una visione ampia, indispensabile per un progetto che ambisce a generare benefici concreti per economia, commercio e vita sociale.
Un cantiere aperto alla città
La candidatura non è un punto d’arrivo, ma un processo inclusivo. L’Amministrazione invita la comunità a partecipare, contribuire e sostenere un percorso che può rappresentare un’opportunità di riscatto e di crescita collettiva.









