
Adriano Bordignon commenta i dati Istat sulla natalità 2025: in Italia nascono meno bambini e cala la fecondità
I nuovi dati Istat sulla natalità accendono nuovamente i riflettori sulla crisi demografica che attraversa l’Italia. A lanciare un appello contro quella che definisce una “rassegnazione strisciante” è Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, che invita istituzioni nazionali ed europee a promuovere interventi stabili e di lungo periodo a sostegno della genitorialità.
Nel 2025 in Italia sono nati 355.772 bambini, con una diminuzione del 3,8% rispetto all’anno precedente e circa 14mila nascite in meno. A preoccupare maggiormente è il continuo calo del tasso di fecondità, sceso a 1,14 figli per donna, nuovo minimo storico dopo l’1,35 registrato nel 2015 e l’1,25 del 2021.
Secondo Bordignon, questi numeri dimostrano come per molte coppie sia diventato sempre più difficile realizzare il proprio progetto familiare. Un fenomeno influenzato da diversi fattori, tra cui precarietà lavorativa, difficoltà di accesso alla casa e complessità nella conciliazione tra lavoro e vita familiare.
Particolarmente significativo il dato relativo al Molise. Nella regione il numero medio di figli per donna si attesta a 1,02. Tra le cittadine italiane il valore scende a 1 figlio per donna, mentre tra le straniere raggiunge quota 1,42. L’età media alla maternità è pari a 33 anni, con una differenza marcata tra italiane, che diventano madri in media a 33,4 anni, e straniere, che si fermano a 29,5 anni.
A livello nazionale continua inoltre a crescere l’età della maternità. Nel 2025 l’età media al parto ha raggiunto i 32,7 anni, mentre quella relativa al primo figlio è arrivata per la prima volta a 32 anni.
Per il presidente del Forum delle Associazioni Familiari la risposta non può essere affidata a misure occasionali. Tra le priorità indicate figurano il potenziamento dell’Assegno Unico Universale, il rafforzamento degli asili nido e dei servizi territoriali, il miglioramento dei congedi familiari e il sostegno alle giovani coppie nell’accesso a lavoro stabile e abitazione.
L’appello si estende anche all’Unione Europea, chiamata a garantire maggiore flessibilità di bilancio ai Paesi che investono in politiche per l’equilibrio demografico. «Sostenere le famiglie significa rendere possibile la libertà di generare futuro», sottolinea Bordignon, evidenziando la necessità di passare dalle analisi ai fatti per contrastare una delle principali sfide sociali del Paese.









