Acerbo (Rifondazione Comunista) a Termoli: “L’Italia avrebbe dovuto fare una politica di pace”

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TERMOLI – “L’Italia avrebbe dovuto fare una politica di pace visto che ha l’art. 11 della Costituzione”. Il segretario nazionale del Prc – Sinistra Europea, Maurizio Acerbo, a Termoli boccia la politica della Nato e accusa l’Italia. E ricorda i fatti accaduti in Ucraina che portarono agli accordi di Minsk. “Una soluzione di pace per l’Ucraina era stata trovata. Nel 2014 dopo il golpe, c’era stata l’insurrezione dell’Ucraina orientale, scontri, violenze e poi le due repubbliche autonome: Ludgansk e Doneck. Una mediazione europea aveva portato agli accordi di Minsk che prevedevano il riconoscimento dell’autonomia dell’autogoverno delle regioni a maggioranza russe e parallelamente la neutralità dell’Ucraina”, ricorda Acerbo.

Oggi, sottolinea il politico, “invece si è fatta una pressione, una sponsorizzazione delle forze che chiedono l’ingresso della Nato. Ora è evidente che va condannata l’invasione di Putin perchè è una violazione del diritto internazionale ma anche se non ci fosse Putin, ci fosse Kennedy, è probabile che la Russia avrebbe reagito molto male all’entrata dell’Ucraina nella Nato. Ricordo che Kennedy arrivò alle soglie della guerra atomica quando i russi misero le basi a Cuba. Nel 2008, con il Governo Prodi, la posizione ufficiale dell’Italia era no all’ingresso dell’Ucraina nella Nato perchè sapevano che i russi si sarebbero scatenati”.

Acerbo conclude: “Putin non la chiama guerra ma un’operazione speciale. Ma la Nato e gli Stati Uniti come hanno definito l’invasione dell’Iraq e dell’Afganistan? Operazione di polizia internazionale. Quindi Putin è un imitatore. Chi è che ha bombardato la Serbia finché non ha dovuto accettare che il Kosovo diventasse indipendente? La Nato, compreso il Governo italiano con Massimo D’Alema presidente del consiglio”. Acerbo invita ad aprire un dialogo con la Russia: “Se si può parlare con gli Stati Uniti e la Nato, si può parlare anche con Putin e trovare una soluzione per la pace. L’Italia avrebbe dovuto fare una politica di pace visto che ha l’art. 11 della Costituzione”.