Il percorso espositivo nasce dal film She Flickered In and Out of History, presentato su un grande schermo a LED e circondato da sculture in vetro blu modellate e incise a mano, che assumono la forma di linguacce. Il film ricostruisce la vicenda dell’isola effimera emersa nel Mediterraneo nel 1831 a seguito di un’eruzione vulcanica tra Tunisia e Sicilia: una formazione che scatenò un conflitto di sovranità tra potenze europee prima di scomparire pochi mesi dopo sotto la superficie del mare. Come si legge nel documento: «Tutto ciò che si ascolta nella narrazione del film proviene da documenti storici. Nulla è inventato, eppure tutto è stato riorganizzato».
Per realizzare il film, Giardina Papa ha lavorato sull’Etna, a Stromboli e lungo i versanti sommersi delle isole vulcaniche mediterranee. Il racconto è accompagnato da un poema in lingua siciliana scritto da Megan Fernandes, che riflette sull’emersione e sul rifiuto dell’isola, e dalla colonna sonora originale della compositrice duendita. L’ultima strofa del poema si ispira alle testimonianze storiche che descrivono il sole colorato – blu, verde, viola – osservato in diverse parti del mondo dopo l’eruzione del 1831.
La mostra, curata da Caterina Riva, segna la conclusione del suo percorso come direttrice del MACTE, iniziato nel 2020. Accanto al progetto di Giardina Papa, il museo presenta una selezione di opere della collezione permanente, storiche e recenti, in uno spazio progettato con Sezione Grafica, che ha accompagnato il museo in tutti gli anni di direzione Riva.
«In questi anni ho plasmato il MACTE come un ecosistema di relazioni tra opere e persone», afferma Riva. «Le mostre, i progetti e le collaborazioni hanno interrogato il senso di un museo di arte contemporanea in un territorio specifico. Lascio un museo vivo e in ascolto».
Elisa Giardina Papa, artista attiva tra New York e Sant’Ignazio, in Sicilia, è una delle voci più interessanti della ricerca contemporanea. Con un dottorato in Film, Media and Gender Studies alla University of California, Berkeley, insegna alla Brown University. La sua pratica indaga forme di conoscenza perdute o rimosse, attraversando materiali eterogenei: dataset scartati dall’intelligenza artificiale, archivi censurati, resoconti coloniali, documenti storici. Le sue opere sono state esposte alla Biennale di Venezia, al MoMA, al Whitney Museum, al Gropius Bau, all’ICA di Londra, alla Secession di Vienna e alla Seoul Mediacity Biennale.
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