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Aree interne, Di Lucente: “Right to Stay è un principio giusto, ma senza servizi essenziali resta solo uno slogan”

palazzo Regione Molise – Fonte Regione Molise

L’assessore regionale Andrea Di Lucente commenta la strategia europea “Right to Stay” e denuncia le criticità delle aree interne molisane

REGIONE – La nuova strategia europea sul Right to Stay, presentata a Bruxelles dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, apre una riflessione sul futuro delle aree interne italiane. Un tema che tocca da vicino il Molise, dove fragilità demografiche, carenze infrastrutturali e servizi insufficienti continuano a incidere sulla qualità della vita.

A intervenire è l’assessore regionale Andrea Di Lucente, che accoglie positivamente il principio del “diritto a restare”, ma invita a guardare con realismo alla situazione dei territori più periferici. “Il rischio – afferma – è che si continui a parlare di strategie senza affrontare le criticità quotidiane che stanno svuotando i nostri paesi. Nelle regioni con vaste aree interne, come il Molise, il problema non è solo creare nuove misure: è garantire le condizioni minime per poter vivere”.

Di Lucente sottolinea come incentivi e premialità non bastino se, parallelamente, si assiste alla chiusura di ospedali, alla riduzione dei punti nascita, alla necessità per i pazienti dializzati di spostarsi fuori regione e a collegamenti ancora insufficienti. “Così si crea un circuito senza uscita”, osserva.

L’assessore evidenzia anche una contraddizione politica: mentre da Bruxelles si parla di nuove strategie per difendere il diritto a restare, sul territorio molisano – afferma – le scelte in ambito sanitario portate avanti dai commissari, sostenute dal Ministero della Salute e dal sottosegretario dello stesso partito di Fitto, continuano a ridimensionare la rete dei servizi. Una linea che, secondo Di Lucente, non trova opposizione neppure nei rappresentanti molisani di Fratelli d’Italia in Parlamento.

“Non può esistere alcun diritto a restare – prosegue – se si continua a indebolire la rete dei servizi essenziali che rende possibile vivere, lavorare e costruire futuro in queste comunità”. A pesare sono anche le lungaggini per la riapertura del Ponte Sente, chiuso da otto anni, e le difficoltà dei collegamenti ferroviari, fattori che alimentano isolamento e spopolamento.

Per Di Lucente, la sopravvivenza delle aree interne passa da interventi concreti e strutturali: sanità funzionante, infrastrutture adeguate, trasporti efficienti. Solo così il Molise potrà essere attrattivo anche per nuovi investimenti, sfruttando appieno gli strumenti legati all’Obiettivo 1. “Le aree interne – conclude – non hanno bisogno di enunciazioni di principio, ma di politiche capaci di incidere nella vita quotidiana delle persone. Solo allora il diritto a restare potrà diventare reale e non uno slogan”.

Redazione Molisenews24
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