CASTEL DEL GIUDICE – Dopo oltre vent’anni di rigenerazione, Castel del Giudice compie un passo decisivo: non solo recuperare case e borghi, ma riportare persone a viverli. Il piccolo comune dell’Appennino molisano lancia “Riabitare Castel del Giudice”, un progetto rivolto a famiglie, professionisti, lavoratori da remoto, artigiani e imprenditori interessati a valutare un trasferimento stabile nel territorio.
L’obiettivo è chiaro: affrontare la sfida più complessa delle aree interne italiane, quella della perdita progressiva di popolazione, che trascina con sé servizi, attività economiche e relazioni sociali. Castel del Giudice prova a invertire la rotta.
Il paese arriva a questa fase dopo un lungo percorso di interventi. Il simbolo più noto è Borgo Tufi, nato dal recupero di un antico nucleo rurale abbandonato e trasformato in struttura ricettiva diffusa. Quel progetto ha dimostrato che gli edifici possono rinascere. Ora la sfida è più ambiziosa: come riportare persone a vivere stabilmente in un borgo appenninico?
“Riabitare Castel del Giudice” nasce proprio da questa domanda. Il Comune punta a passare dalla rigenerazione fisica a quella demografica, economica e sociale, costruendo condizioni reali per chi desidera cambiare vita e scegliere un territorio interno come luogo in cui abitare e lavorare.
Il progetto non è un’iniziativa turistica. Chi arriva è invitato a conoscere il territorio, le sue opportunità e le sue difficoltà, per valutare se esistano le condizioni per costruire un progetto di vita stabile. Castel del Giudice cerca nuovi abitanti, non semplici visitatori.
Famiglie in cerca di una qualità della vita diversa, professionisti che lavorano da remoto, artigiani pronti ad avviare un’attività, imprenditori con competenze utili allo sviluppo locale: sono loro i potenziali protagonisti di questa nuova fase.
Alla base c’è un principio: la rigenerazione non può essere imposta dall’esterno. Deve nascere dall’incontro tra chi già vive nel territorio e chi sceglie di arrivare. Il diritto di restare dei residenti storici si intreccia con il desiderio di arrivare dei nuovi abitanti.
Il progetto si sviluppa attraverso tre Cantieri Sistemici:
La scommessa è affrontare questi aspetti insieme: una casa disponibile non basta a convincere una famiglia a trasferirsi. Servono lavoro, servizi, relazioni e la possibilità di sentirsi parte di una comunità.
Il caso di Castel del Giudice riguarda un piccolo comune, ma tocca una questione nazionale. Molti territori dispongono di immobili vuoti, paesaggi straordinari e una buona qualità della vita, ma continuano a perdere popolazione. Castel del Giudice prova a sperimentare una strada diversa: mettere insieme recupero del patrimonio, attrazione di nuovi abitanti, sviluppo economico e servizi.
Il percorso è accompagnato dal Manifesto per la Rigenerazione Appenninica, con cui il Comune propone una visione di lungo periodo per trasformare il paese in un laboratorio permanente di rigenerazione.
«Non stiamo semplicemente gestendo un piccolo luogo appenninico: stiamo guidando una rivoluzione silenziosa contro l’inevitabilità dello spopolamento», è la visione che accompagna il progetto.
La sfida è capire se un piccolo paese possa diventare non solo un luogo dal quale non essere costretti a partire, ma anche un luogo nel quale qualcuno possa scegliere di arrivare.
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