Colori, profumi e sapori dell’autunno hanno animato le strade del paese, dove la mela, simbolo della rinascita di Castel del Giudice, è stata il filo conduttore di un racconto fatto di comunità, innovazione e sviluppo.
Protagoniste indiscusse della manifestazione sono state le mele biologiche Melise, affiancate da composte, nettari, miele, birra agricola, prodotti da forno e specialità a chilometro zero provenienti dalle aziende biologiche di Molise e Abruzzo.
Gli stand gastronomici hanno offerto ai visitatori un’ampia proposta di prodotti tipici, dalle preparazioni a base di mela alle castagne, passando per formaggi, legumi e altre eccellenze locali. Un’occasione per promuovere la filiera corta e sostenere le produzioni agricole di qualità che rappresentano una delle principali risorse economiche del territorio.
Il programma ha proposto numerose attività dedicate a famiglie, bambini e appassionati. Le esibizioni degli artisti del Buskers Festival hanno animato il centro storico, mentre laboratori, degustazioni guidate e giochi tradizionali hanno coinvolto visitatori di ogni età.
Grande interesse ha suscitato anche la possibilità di visitare l’Apiario di Comunità, esperienza che racconta il legame tra biodiversità e agricoltura sostenibile, oltre alle iniziative legate alla tutela dell’ambiente promosse in collaborazione con Legambiente.
Tra le novità dell’edizione 2026 spicca il progetto dedicato allo zafferano di comunità. L’iniziativa punta a coinvolgere direttamente i cittadini nella coltivazione partecipata del crocus sativus attraverso la distribuzione di bulbi da curare e far crescere.
Il progetto, oltre alla sua valenza agricola, promuove partecipazione sociale e senso di appartenenza, confermando la volontà di sperimentare nuovi modelli di economia collaborativa che possano generare opportunità di sviluppo nelle aree montane.
Uno dei momenti più significativi della manifestazione è stato la presentazione di “Nostos”, l’illustrazione realizzata dall’artista Vincenzo Franco. L’opera prende ispirazione dalla storia di Castel del Giudice e dal percorso di rinascita avviato negli ultimi anni grazie al recupero dei terreni abbandonati.
La mela diventa metafora di scoperta e possibilità, mentre il concetto di “nostos”, il ritorno alla propria terra, richiama il valore delle comunità che scelgono di investire sul futuro dei propri territori contrastando spopolamento e abbandono.
La Festa della Mela è stata anche occasione di riflessione attraverso il convegno nazionale dedicato all’agroecologia e alla rigenerazione della montagna appenninica, promosso da Legambiente insieme a Slow Food e Oltreterra.
Durante il dibattito è stato evidenziato il ruolo strategico dell’agricoltura nella tutela del paesaggio, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella conservazione della biodiversità. Al centro del confronto la necessità di sostenere le aziende agricole biologiche, favorire il ricambio generazionale e riconoscere il valore dei servizi ecosistemici garantiti dalle aree interne.
L’edizione 2026 della Festa della Mela ha confermato il ruolo di Castel del Giudice come esempio di rigenerazione territoriale a livello nazionale. Un percorso costruito attraverso il recupero delle terre incolte, la valorizzazione delle produzioni biologiche e il coinvolgimento attivo della comunità.
La manifestazione si chiude con un bilancio positivo e con la consapevolezza che innovazione, sostenibilità e partecipazione possano rappresentare una concreta opportunità di crescita per i piccoli comuni dell’Appennino e per tutte le aree interne italiane.
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