Lanciano è conosciuto come l’“editore degli umili”, appellativo conquistato grazie a una missione portata avanti con coerenza e dedizione: dare voce a chi, per condizioni sociali, economiche o personali, non avrebbe mai avuto accesso al mondo della scrittura. Nel corso degli anni ha pubblicato o aiutato a pubblicare opere di persone comuni, spesso lontane dai circuiti culturali: uno studente, un adolescente in carrozzina, un operaio, due ex detenute, un maestro di borgata, un’anziana sarta, un emigrato, un pastore del Kosovo, una casalinga, un prete povero, una ricamatrice, un pittore di paese, fino a una docente universitaria tedesca impegnata nello studio delle marginalità sociali.
In alcuni casi, il suo lavoro ha avuto un impatto profondo: autori sconosciuti hanno ottenuto visibilità sulla stampa e persino in televisione, sia a livello regionale che nazionale. Una sua iniziativa editoriale ha persino evitato un tentato suicidio, confermando quanto la scrittura possa diventare strumento di cura, riscatto e rinascita. Lanciano è stato anche un vero “talent scout”: già nel 1975 valorizzò una poetessa bambina che sarebbe poi diventata un’artista affermata.
Resta ora aperta una domanda cruciale: che ne sarà dell’immenso patrimonio culturale e sociale raccolto in oltre 50 anni di attività? La precedente amministrazione comunale di Agnone aveva espresso l’intenzione di acquisire l’intero archivio per destinarlo alla Biblioteca Comunale, preservando così una memoria preziosa del territorio e delle sue voci più fragili. Si auspica che la nuova amministrazione, che nascerà dalle elezioni del 24 e 25 maggio, dia finalmente seguito a questo impegno, evitando che un patrimonio così significativo vada disperso.
Un’ulteriore ragione per agire in tempi rapidi è il valore locale delle opere: molti dei libri e degli opuscoli curati da Lanciano sono stati stampati ad Agnone, contribuendo a custodire anche la storia del lavoro tipografico del paese.
Un’eredità culturale che merita di essere preservata, studiata e resa accessibile alle generazioni future.
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