Un anno di lavoro sul campo, 24 esemplari marcati, nuove conoscenze sulla vita di uno degli uccelli più minacciati d’Europa e, allo stesso tempo, un allarme che non può essere ignorato. Si chiude così la stagione di inanellamento del Fratino in Molise, progetto coordinato a livello nazionale da ISPRA e condotto sul territorio dall’ornitologo Rosario Balestrieri della Stazione Zoologica Anton Dohrn, in collaborazione con Ambiente Basso Molise.
Il bilancio scientifico è importante: 21 adulti e 3 giovani portano ora sulle zampe gli anelli colorati leggibili a distanza, una vera “carta d’identità” che permette di seguirne movimenti, longevità e strategie di sopravvivenza. Ma accanto ai risultati, emerge un quadro preoccupante per la tenuta degli habitat costieri.
Dodici mesi di osservazioni hanno aperto una finestra preziosa sulla biologia del Fratino:
Prosegue anche la costruzione dell’Anagrafe Fratina, un archivio che unisce ricerca e divulgazione assegnando ai fratini nomi di figure che hanno segnato scienza, ambiente e impegno civile. Gli ultimi cinque “ambasciatori della biodiversità” sono:
Un modo per intrecciare tutela ambientale e memoria collettiva.
Il presidente di Ambiente Basso Molise, Luigi Lucchese, esprime soddisfazione per i dati scientifici, ma lancia un appello durissimo dopo i recenti interventi di spianamento meccanico dei cordoni dunali: «È stato distrutto un habitat critico, compromettendo anche nidi attivi. Le dune non sono cumuli di sabbia, ma ecosistemi complessi. Il Fratino è un bioindicatore: dove vive, la spiaggia è sana. Distruggere la duna significa azzerare biodiversità e favorire l’erosione costiera. Chiediamo alle istituzioni di intervenire: proteggere il Fratino significa proteggere tutti noi».
L’ornitologo Rosario Balestrieri sottolinea il valore scientifico e umano del progetto: «Seguire una specie in forte declino è una responsabilità e un privilegio. Il Fratino vive un conflitto spaziale con il turismo di massa: la sua nicchia ecologica coincide con la nostra nicchia economica. Grazie alle marcature possiamo studiarli senza disturbarli e raccontare le loro storie, che abbiamo il dovere di proteggere».
La stagione 2026 si chiude con nuove conoscenze, un patrimonio di dati preziosi e un monito chiaro: senza tutela degli habitat, nessun progetto scientifico potrà bastare. Il Fratino resta un simbolo della fragilità dei litorali molisani e della necessità di una gestione più attenta e lungimirante.
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