BOLOGNA – Il ritorno della guerra come strumento geopolitico, la crisi del multilateralismo e le trasformazioni dell’industria europea: sono questi i temi al centro della quarta tappa del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro, approdato ieri alla Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale. L’edizione 2026, diretta da Antonello Barone, prosegue il suo percorso attraverso l’Italia con il filo conduttore “L’era della Supremazia. Geopolitica. Tecnologia. Energia”, dopo le tappe di Bergamo, Roma e Torino.
Il momento più atteso della giornata è stato la presentazione della ricerca firmata da YouTrend, curata da Lorenzo Pregliasco e dedicata a tre nodi strategici per il futuro europeo: energia, automotive e dual use. L’indagine, condotta tra il 2 e il 5 marzo su un campione rappresentativo di 800 italiani, fotografa un’opinione pubblica incerta, spesso frammentata, ma tutt’altro che disinteressata.
Alla domanda se l’Italia debba seguire la Germania nel maxi piano da oltre 1.000 miliardi di euro per rafforzare la difesa e l’industria a duplice uso civile-militare, gli intervistati si dividono quasi in tre blocchi: il 39% favorevole, il 36% contrario e un 25% che non esprime una posizione. Una quota significativa che evidenzia quanto il dibattito nazionale su sicurezza e industria sia ancora in evoluzione.
Quando si chiede quali effetti potrebbe generare un piano di investimenti di questo tipo, le risposte si distribuiscono in modo equilibrato:
Il 18% non prevede alcun impatto concreto, mentre il 26% preferisce non pronunciarsi.
Più netta la posizione degli italiani sul cambio di rotta dell’Unione Europea riguardo al Green New Deal e al rallentamento della transizione verso l’auto elettrica: il 52% approva la scelta, mentre il 31% la considera un errore. Il dato si polarizza fortemente lungo le linee politiche: tra gli elettori che sostengono l’operato del governo italiano, i favorevoli salgono al 74%; tra i critici dell’esecutivo, invece, i contrari raggiungono il 45%.
Alla stessa domanda, analizzata per orientamento politico, emergono differenze marcate: i più convinti sostenitori del “fatto bene” sono gli elettori di Futuro Nazionale (94%), seguiti da FdI e Forza Italia (82%), Lega (80%), M5S (52%). Più scettici gli elettori di Azione/IV/+Europa (49%), PD (41%) e AVS (36%).
Il Festival del Sarà proseguirà ora il suo percorso verso il Sud, con la tappa di Termoli in programma il 17, 18 e 19 luglio, dove si tornerà a discutere di futuro, industria, energia e scenari geopolitici in un contesto nazionale e internazionale sempre più complesso.
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