
A Montenero di Bisaccia i Discepoli Escoffier incoronano il Molise custode di biodiversità e tradizione culinaria. Nasce la guida regionale con Fabio Sparvieri
MONTENERO DI BISACCIA – Il Molise conquista un ruolo centrale nella scena gastronomica italiana grazie all’incontro nazionale dei Discepoli di Escoffier, la prestigiosa scuola mondiale che custodisce l’eredità del grande maestro dell’haute cuisine Georges Auguste Escoffier. L’evento, ospitato nella splendida cornice dell’agriturismo Il Quadrifoglio a Montenero di Bisaccia, ha trasformato il 2 marzo in una data simbolica: lo stesso giorno in cui, anni fa, fu presentata la prima candidatura del Cibo Italiano a Patrimonio UNESCO. Una scelta non casuale per celebrare un territorio che unisce identità, tradizione e resilienza.
Un Molise che diventa laboratorio di cultura gastronomica
Delegazioni provenienti da tutta Italia, guidate dal presidente nazionale Claudio Barisone, hanno portato nel cuore del Molise lo spirito rivoluzionario della cucina escoffieriana: precisione, disciplina, emozione condivisa. L’incontro ha ripercorso l’eredità del 1903, anno della pubblicazione della monumentale Guide Culinaire, ancora oggi considerata la “Bibbia” degli chef. Ma la riflessione si è spinta oltre la tecnica, abbracciando il valore umano della cucina come strumento di solidarietà, lotta allo spreco e costruzione di comunità.
La nascita della guida regionale e il ruolo di Fabio Sparvieri
Il momento più significativo della giornata è stato l’annuncio della nuova guida regionale dei Discepoli di Escoffier, affidata a Fabio Sparvieri, chiamato a guidare un percorso impegnativo ma ricco di prospettive. Un riconoscimento che sancisce l’ingresso del Molise nella rete nazionale della cucina d’eccellenza.
Un parterre istituzionale di alto profilo
Il seminario, condotto da Maurizio Varriano, ha visto gli interventi del prof. Sebastiano Delfine e del dott. Di Lello, già dirigente dell’Istituto Alberghiero di Villa Santa Maria. Presenti anche il sindaco di Villa Santa Maria Giuseppe Finamore, il consigliere‑cuoco Domenico Rocco Di Nucci, rappresentanti dell’amministrazione dell’Aquila – Capitale Italiana della Cultura 2026 – e numerosi sindaci del territorio. La Regione Molise è stata rappresentata da Remo Di Giandomenico, in delega del presidente Francesco Roberti.
La biodiversità come patrimonio da difendere
La giornata si è conclusa con una degustazione di eccellenze molisane, tra cui la celebre ventricina, simbolo di un territorio che custodisce una biodiversità fragile e preziosa. Una biodiversità fatta di erbe spontanee, grani antichi, allevamenti resistenti e saperi che rischiano di scomparire. «Quando uniformiamo i sapori, uniformiamo il pensiero» è stato uno dei passaggi più significativi, a ricordare che la cucina è anche un atto culturale e politico.
Un nuovo inizio per il Molise gastronomico
I Discepoli di Escoffier hanno riconosciuto nel Molise un luogo capace di custodire e rinnovare la tradizione, un territorio che può diventare modello di comunità, sostenibilità e identità. Non a caso erano presenti anche le cooperative locali, guidate da Adamantonio Flocco della Cantina San Zenone, a testimonianza di un tessuto produttivo vivo e coeso.
Il Molise, spesso raccontato come “terra che non esiste”, si afferma invece come terra che resiste, che innova e che oggi viene celebrata come scrigno di biodiversità e cultura gastronomica.









