Il MACTE, Museo di Arte Contemporanea di Termoli diretto da Caterina Riva, inaugura la stagione estiva con due progetti espositivi che affrontano i temi della trasformazione climatica e del rapporto tra essere umano e ambiente. Le mostre, visitabili fino al 26 settembre, sono firmate da Ingrid Hora e Silvia Mariotti, entrambe vincitrici della 13ª edizione dell’Italian Council, programma del Ministero della Cultura dedicato alla creatività contemporanea.
Le due artiste hanno sviluppato negli ultimi anni residenze e ricerche internazionali, producendo opere che entrano ora nella collezione permanente del museo.
A cura di Emanuele Guidi
In Cloud Catchers, Ingrid Hora intreccia miti antichi e riflessioni contemporanee per raccontare la fragilità del rapporto dell’umanità con l’acqua. Il progetto si concentra su inondazioni e siccità, spesso rappresentate attraverso figure femminili, e su conversazioni con scienziati e psicologi del clima che restituiscono la complessità della crisi ambientale.
Ispirandosi alle fog fences, le reti raccogli‑nebbia utilizzate in diverse regioni del mondo, Hora realizza un’installazione video a tre canali accompagnata da sculture che evocano strumenti per condensare e contenere l’acqua. Le immagini, filmate nel Mediterraneo e montate come una coreografia visiva, dialogano con materiali provenienti da social media e archivi scientifici. Il risultato è un racconto che unisce memoria, tecnologia e vulnerabilità del presente.
A cura di Matilde Galletti
Anime di Cristallo nasce da una ricerca sulle trasformazioni della natura e sulle possibili forme di vita generate dall’incontro tra elementi organici e artificiali. Il progetto, promosso da Karussell APS, prende ispirazione dalla biodiversità delle isole Azzorre e si sviluppa attraverso fotografie, sculture e materiali raccolti durante la residenza dell’artista presso il Re‑Act Contemporary Art Laboratory sull’isola di Terceira.
Mariotti costruisce ecosistemi immaginari popolati da creature ibride, simili a fossili contemporanei o biomi in evoluzione. Grazie alla collaborazione con un ingegnere ambientale e una restauratrice, l’artista ha coltivato micro‑organismi che hanno colonizzato carte fotografiche, generando paesaggi ispirati alle caldeiras vulcaniche di São Miguel. Patine inorganiche, cristallizzazioni e cianotipie completano un ambiente sospeso tra scienza e immaginazione.
Il MACTE dedica una sala alle attività per bambine e bambini in visita durante l’estate, con laboratori e materiali pensati per avvicinare i più piccoli ai temi della cura e della conservazione. Una selezione di libri curata da Lisa Mazza, cofondatrice di BAU, accompagna il percorso espositivo: volumi che dialogano con le opere e invitano all’interazione.
È inoltre disponibile il libro d’artista How to Catch a Cloud di Ingrid Hora, pubblicato da Les Cerises, un progetto editoriale senza parole pensato per i più giovani e realizzato in tiratura limitata.
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