L’importanza della professionalità nel lavoro da procuratore: Ruggero Lacerenza

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TERMOLI – Il termolese Ruggero Lacerenza, 33 anni, è agente Fifa da quasi un decennio. Con lui siamo tornati a parlare per riflettere sul ruolo del procuratore di calcio oggi, traendo un’importante conclusione: si tratta di un mestiere che non si improvvisa e per il quale si richiedono professionalità e preparazione.

Quali collaborazioni professionali sta portando avanti in questo momento?

Attualmente collaboro ufficialmente con l’agenzia francese Usm Groupe ed in più opero come agente professionista ed intermediario per trattative per lo più su club esteri.

Lei quali giocatori sta seguendo?

Come dicevo, collaborando in veste ufficiale per la Usm Groupe, ho modo di gestire tutto il loro parco atleti sul territorio italiano. Ci sono diversi atleti molto, molto forti, che hanno ed avranno numerose richieste, ad esempio Le Douaron, attaccante centrale del Brest in Ligue1, e Isaac Schmidt, esterno offensivo del San Gallo in Svizzera. Poi personalmente gestisco mandati di diversi atleti: Joel Untersee, Geuvanio, Bunyamin Balci, talento turco, e altri.

A proposito di mercato, ci sono movimenti interessanti in questo periodo?

Sicuramente tra pochi giorni, cioè dal mese di aprile, inizieranno i primi leggeri movimenti, che saranno poi “preparatori” al mercato estivo.

Il lavoro da agente Fifa o procuratore richiede professionalità, studio e aggiornamento?

Assolutamente sì, è una professione che come tutte ha bisogno di studio, dedizione, serietà e professionalità. Purtroppo siamo in un epoca e in una dimensione dove molte persone si “improvvisano” professionisti… ma in realtà non è così semplice! Dietro c’è un lavoro davvero complicato e non basta “guardare qualche partita” o essere tifosi appassionati.

Per fare il suo lavoro, quanto conta avere le opportune conoscenze e una minima esperienza sul campo?

Le conoscenze della materia sono oggettivamente fondamentali e ancora più importante è tenersi in costante aggiornamento. L’esperienza è una naturale conseguenza pratica, ma ciò non esclude il fatto che chi opera in questo campo debba, a mio avviso, essere “abilitato” a farlo.

Insomma, agente Fifa non ci si improvvisa.

Esatto. È impossibile. Come è impossibile improvvisarsi in qualunque altro mestiere e in qualunque settore professionale. L’improvvisazione è frutto di una considerazione sbagliata di quello che è il nostro lavoro. Non esistono solo onori e titoli sui giornali: bisogna lavorare, gestire al meglio il proprio tempo, avere rispetto degli atleti e delle loro famiglie, non creare false speranze e, soprattutto, rispettarli.