Cronaca

Madre e figlia morte avvelenate, si indaga anche sul dark web

CAMPOBASSO – Le indagini sulla ricina, il veleno del quale sono state trovate tracce nel sangue di Sara Di Vita e di Antonella Di Ielsi, mamma e figlia di Pietracatella morte subito dopo Natale, si concentrano anche sul web. Gli investigatori cercano di capire da dove possa provenire la sostanza letale che sarebbe stata usata per uccidere le due donne. Verifiche riguardano in particolare il ‘dark web’, la parte sommersa della Rete dove avvengono attività illegali. La pianta dalla quale proviene il veleno non è facile da reperire, ma si troverebbe anche in Basso Molise. Gli agenti, infatti, hanno anche fatto informalmente verifiche in alcuni negozi della regione.

La ricina è molto citata in diverse serie tv, soprattutto americane, come Breaking Bad, e in passato fu utilizzata anche dal Kgb per assassinare un giornalista bulgaro alla fine degli anni ’70. Gli 007 modificarono la punta di un ombrello e gli iniettarono una piccolissima dose in una gamba. Dai semi della pianta si estrae anche olio, utilizzato soprattutto dall’industria cosmetica. E, una volta estratto l’olio, il residuo solido dei semi, i panelli di ricino, vengono impiegati in agricoltura biologica come concime organico azotato e, secondariamente, come repellente naturale per le talpe. Alcuni prodotti derivanti dalla ricina sono di facile reperibilità, ma solo i semi, attraverso un particolare trattamento, si trasformano in una tossina micidiale, i cui effetti diventano letali anche in dosi minime.

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