Papa (Coldiretti): “Più trasparenza e un netto stop all’ingresso di prodotti da fuori dei confini Ue che non rispettano i nostri standard”

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Claudio Papa

CAMPOBASSO – “Serve più trasparenza e un netto stop all’ingresso di prodotti da fuori dei confini Ue che non rispettano i nostri stessi standard garantendo il principio di reciprocità delle regole”. Ad affermarlo è il Presidente regionale di Coldiretti Molise, Claudio Papa, che con il vicepresidente Adamo Spagnoletti, il direttore regionale Aniello Ascolese, ed oltre 100 soci molisani, ha preso parte alla grande mobilitazione ancora in corso al Brennero per fermare l’invasione di prodotti alimentari stranieri spacciati per italiani che creano distorsioni di mercato e mettono a rischio il futuro dell’agroalimentare tricolore. Sulla base di dati Istat, nel giro degli ultimi dieci anni, denuncia l’Organizzazione, le importazioni di cibo straniero sono aumentate del 60%, raggiungendo il valore record di 65 miliardi di euro; prodotti spesso provenienti da Paesi che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare, ambientale e di rispetto dei diritti dei lavoratori.

Un vero e proprio attacco al patrimonio agroalimentare dell’Italia favorito dalle follie europee che fanno calare la produzione agricola nazionale – sottolinea Coldiretti – spingendo il deficit alimentare del Paese che è arrivato a produrre appena il 36% del grano tenero che le serve, il 53% del mais, il 51% della carne bovina, il 56% del grano duro per la pasta, il 73% dell’orzo, il 63% della carne di maiale e i salumi, il 49% della carne di capra e pecora, mentre per latte e formaggi si arriva all’84% di autoapprovvigionamento. “Dinanzi a quella che è una vera invasione di prodotti stranieri – gli ha fatto eco Spagnoletti – chiediamo che le regole imposte ai produttori europei debbano valere per tutti coloro che vogliono vendere nel mercato Ue”.

Secondo un’analisi Coldiretti su dati Rasff al 1° aprile 2024, nell’ultimo anno è scoppiato in Italia oltre un allarme alimentare al giorno con ben 422 allerte che hanno riguardato prodotti stranieri per la presenza di residui di pesticidi vietati in Italia, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti, in aumento del 42% rispetto allo stesso periodo dell’anno. E in quasi 6 casi su 10 si tratta di prodotti provenienti da paesi Extra Ue. “Per questo – ha concluso Ascolese – è necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”.