CAMPOMARINO – Bottiglie, plastica, polistirolo, sacchi di immondizia, persino una radio abbandonata. È questo lo scenario che si è presentato ai partecipanti di Refusing, la manifestazione dedicata alla sensibilizzazione ambientale che si è svolta ieri nella pineta di Campomarino Lido, nei pressi di piazza Aldo Moro. Un paesaggio che, come sottolineano gli organizzatori, «mostra più rifiuti che alberi».
Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nei boschi e nelle pinete non riguarda solo Campomarino, ma colpisce tutti i comuni, trasformando aree naturali di pregio in vere e proprie discariche a cielo aperto. Un problema che compromette ecosistemi fragili, mette a rischio la fauna e degrada luoghi che dovrebbero essere tutelati come polmoni verdi della comunità.
Le pinete litoranee, ricordano gli organizzatori, sono ecosistemi artificiali creati dall’uomo per proteggere le colture dell’entroterra e valorizzare aree palustri. Oggi rappresentano spazi di grande valore ambientale, sociale e culturale. Eppure, proprio queste aree risultano tra le più colpite dall’inciviltà.
La pineta di Campomarino è stata definita una «ferita aperta»: tra i rifiuti rinvenuti, vetro, alluminio, teli e materiali plastici, polistirolo, piumoni, inerti, pannolini e pannoloni, fino ad arrivare a oggetti ingombranti e inusuali. Materiali che, spesso non biodegradabili, possono restare nell’ambiente per decenni, inquinando suoli e falde acquifere e mettendo in pericolo animali e visitatori.
Il presidente Luigi Lucchese, firmatario del comunicato, sottolinea come il degrado ambientale generi non solo danni ecologici, ma anche costi elevati per l’igiene urbana e un impatto negativo sulla qualità della vita.
«La prima regola di chi ama la natura è non lasciare tracce dietro di sé», ricorda Lucchese. «Disperdere rifiuti significa deturpare il paesaggio e compromettere ecosistemi delicati. Le pinete e i boschi sono i polmoni verdi della comunità: è davvero così difficile prendersene cura?».
Refusing ha voluto accendere i riflettori su un problema che non è circoscritto a un singolo territorio, ma che interessa l’intero Paese. L’obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza e comportamenti responsabili, affinché luoghi come la pineta di Campomarino possano tornare a essere spazi di bellezza, natura e socialità.
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