CAMPOBASSO – La Struttura Commissariale per l’attuazione del Piano di Rientro interviene con una nota ufficiale dopo la sospensione cautelare del DCA n. 45/2026 da parte del TAR Molise. Una decisione che, secondo il Commissario ad Acta Marco Bonamico e il Subcommissario Ulisse Di Giacomo, mette a rischio la possibilità di garantire ai cittadini servizi essenziali previsti dalla nuova organizzazione della Continuità Assistenziale nelle Case di Comunità.
Il provvedimento sospeso delineava un modello innovativo, fondato su alcuni pilastri chiave: presenza di un medico 24 ore su 24, potenziamento dei turni nelle sedi più affollate, salvaguardia dei presidi nelle aree disagiate, attivazione di prestazioni infermieristiche domiciliari per pazienti fragili e introduzione di servizi diagnostici di primo livello – elettrocardiogrammi, ecografie, prelievi capillari – riconosciuti come nuovi LEA. A ciò si aggiungeva l’integrazione dei percorsi territoriali tramite telemedicina e cartella clinica digitalizzata, con l’obiettivo di ridurre la pressione sui Pronto Soccorso.
La sospensione, sottolinea la Struttura Commissariale, mantiene in vita un sistema già da anni segnato da criticità: presenza del medico limitata ai soli turni notturni e festivi, numero di sedi non coerente con gli standard nazionali, rischio di turni scoperti per carenza di personale e costi crescenti per mantenere operative strutture con pochi accessi mensili.
La nota chiarisce inoltre che non esistono evidenze che colleghino la razionalizzazione delle sedi a un aumento degli accessi in Pronto Soccorso, né che la rete di Continuità Assistenziale incida sul fenomeno dello spopolamento. Il Molise, pur avendo una delle reti più capillari d’Italia dagli anni Ottanta, continua infatti a registrare un calo demografico strutturale.
Ulteriori criticità riguardano la mancanza di strumenti tecnologici adeguati per i professionisti e il rischio di ritardi nell’attivazione delle Case di Comunità, con possibili ripercussioni sugli obiettivi della Missione 6 Salute del PNRR.
La Struttura Commissariale evidenzia infine che la sospensione non ripristina automaticamente l’assetto precedente delle 44 sedi, ma genera una fase di incertezza gestionale per chi deve garantire l’assistenza territoriale.
“Le decisioni dell’Autorità giudiziaria si rispettano e si applicano – si legge nella nota – ma, nell’ambito delle prerogative previste dall’ordinamento, potranno essere attivati gli strumenti di impugnazione”.
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