Strategie aziendali post Covid-19, la proposta di ripresa di una start up molisana

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TERMOLI – La start up molisana ‘Sartorie clandestine’ (con sede a Montemitro) interviene con una nota per cercare di dare voce a tutte quelle realtà, soprattutto nella nostra regione, nate da poco che vorrebbero rilanciare le proprie attività, proponendo un nuovo modello di business e alcune riflessioni per la ripartenza post Covid-19.

IL CONTESTO ATTUALE

“Non hanno pane? Che mangino brioches!”. Fino a qualche mese fa sembrava questa la risposta del fashion system al grido d’aiuto di commercianti, piccoli produttori e ambiente che, travolti da un sistema di fast fashion sempre più aggressivo e spietato, vacillavano nel tentativo di restare a galla in un meccanismo dai ritmi incontrollabili. Eppure questo lockdown sembra aver fermato tutto con uno schiocco di dita, quasi come fosse una punizione per uno schema viziato dall’avidità degli interpreti.

Il sistema moda italiano vanta un valore globale di 28 miliardi ed è tra i settori trainanti del Bel Paese, o almeno lo era! È evidente che la velocità dei mercati e l’intervento dell’alta finanza hanno minato quella romanticità, quel lusso artigianale denso di know how, quello stile che dettava legge nel mondo, cedendo il passo a una speculazione figlia di un consumismo pericoloso e tiranno. La moda sopravvivrà, questo è certo, ma come?

LO SCENARIO FUTURO

Questa situazione ci ha aiutato a capire, anzi ad ammettere, che è necessario fare un passo indietro, rallentare e reinterpretare il paradigma dell’industria della moda. D’altronde, noi non eravamo nessuno per dirlo, almeno fin quando Giorgio Armani l’ha dichiarato al mondo, e allora siamo stati finalmente legittimati a crederci. Sono due i trend principali che si stanno facendo strada in questi ultimi giorni: la moda digitale, che si ispira al mondo degli avatar, e il ritorno ad alcuni valori primordiali, calati invece nel mondo reale.

È proprio questo secondo trend, fin dall’inizio, a definire la mission di ‘Sartorie Clandestine’, il nuovo brand e-commerce di jeanseria nato in Molise nel 2019, che ha provato a rilanciare un concetto di moda diverso da quello di un sistema che evidentemente era già arrivato all’epilogo. La start-up molisana si costruisce su 5 principi, ma chi immaginava che il Covid-19 li avrebbe resi così essenziali e utili per definire “la ricetta” di un nuovo modello di business scalabile, flessibile e necessario per una ripresa e un’innovazione sostenibile di vari settori?

1. UNICITÀ

Puntare sull’unicità dei prodotti, in risposta alla standardizzazione del consumo di massa. In particolare, Sartorie Clandestine vuole proporre denim esclusivi, di cui per ogni modello esista una sola taglia. Il valore dell’irripetibilità di ogni singolo pezzo, ridefinisce il sistema del lusso sostenibile e riporta al centro l’individuo e la durevolezza del capo d’abbigliamento, a prezzi accessibili, mettendo fine alla corsa verso collezioni stagionali che diventano obsolete in tempi estremamente brevi e che puntano solo all’omologazione.

2. ARTIGIANATO

Tornare a quei valori che solo l’artigianato Made in Italy custodisce. Sartorie Clandestine produce in piccoli numeri per sostenere la bellezza della diversificazione e l’importanza del dettaglio a un costo sostenibile, portando avanti la battaglia verso quelle produzioni che non rispettano l’ambiente, né la qualità dei prodotti. L’handmade può essere una risposta concreta per riuscire a rispondere alle mutevoli esigenze del futuro e per ribadire quei principi che ci hanno fatto grandi nel mondo. Per questo il nuovo brand seleziona accuratamente ogni capo, lo rilavora a mano e cerca di creare un mix funzionale tra sartoria e streetwear.

3. SOSTENIBILITÀ

Fare del riuso e dell’upcycling il tema centrale dell’abbattimento reale di consumi e sprechi. Tra i milioni di tonnellate di vestiti che vengono buttati ogni anno, quasi la metà sono perfettamente riutilizzabili e il denim, in particolare, non può fare altro che migliorare con l’età. Sartorie Clandestine utilizza capi vintage come materia prima per creare nuovi capi al passo con i tempi, validi per tutte le stagioni, che siano frutto di lavorazioni eco-friendly e attente alla conservazione dell’acqua.

4. VINTAGE

Guardare e imparare dal passato per restituirlo rinnovato al linguaggio del presente e rispondere alle esigenze del futuro. Sartorie Clandestine tiene memoria del denim d’annata Levi’s, passato di mano in mano, che conserva all’interno delle sue cuciture storie di vita passata e nelle tasche sbiadite ricordi di generazione. Il vintage diventa la tela su cui ridisegnare i capi per il futuro.

5. TUO

Rispondere alle esigenze di ogni cliente e regalare un’esperienza d’acquisto innovativa e ricercata che vada oltre il vecchio concetto del “must have”. Sartorie Clandestine assicura a ogni cliente che il capo selezionato sul sito web è proprio quello che riceverà a casa, senza possibilità che possa esistere un “doppione”.

I NEGOZI E IL LOCALE

‘Sartorie Clandestine’ crede che quest’ultimo principio possa essere anche la chiave per la riaffermazione e la rivincita di piccoli negozianti e rivenditori. Il brand molisano infatti propone una collaborazione innovativa con gli store che permette a ogni negozio di creare una capsule collection in esclusiva, progettata e pensata per essere venduta solo nello store richiedente, ad hoc per le esigenze e le richieste di ogni territorio e di ogni realtà commerciale, per far crescere il retail. Si promuove inoltre un percorso di scambio in cui Sartorie Clandestine si impegna, tramite social, sito web e newsletter, a veicolare la clientela verso i negozi affiliati e le loro collezioni. Infine si stabilisce un accordo di pagamento vantaggioso, a cadenza mensile, solo sul prodotto venduto, seguendo il principio di base del conto vendita, con garanzie dal parte del venditore.

Lo sforzo più significativo è capire l’importanza del “comprare locale” in particolare, e del Made in Italy in generale: concentrarsi per attivare una rete funzionale, fatta di collaborazione e aiuto reciproco, può essere un modo per ritrovare la strada da percorrere, al fine di mantenere vive start-up e piccoli produttori che continuano a credere nei loro progetti e che si impegnano giornalmente per creare una proposta di mercato varia e sincera.