Il 2 giugno 1946 gli italiani scelsero la democrazia e affidarono all’Assemblea Costituente il compito di redigere la Carta fondamentale della Repubblica. Tra i 556 membri eletti figuravano anche sette autorevoli rappresentanti del movimento cooperativo aderente a Confcooperative, protagonisti di una stagione politica e culturale che contribuì a definire i valori fondativi del nuovo Stato.
La Costituzione italiana, caso unico nel panorama europeo, riconosce all’articolo 45 la funzione sociale della cooperazione. Un principio che oggi appare ancora più attuale in un contesto segnato dall’indebolimento dei legami comunitari, dall’emergere di forme di capitalismo predatorio, dall’aumento delle disuguaglianze e delle fratture territoriali, nonché da dinamiche politiche che rischiano di favorire la prevalenza del più forte sul più debole, generando nuove fragilità sociali ed economiche.
«Il mondo della cooperazione e Confcooperative Molise» – afferma il presidente Riccardo Terriaca – «partecipano con profondo senso di responsabilità alle celebrazioni della Festa della Repubblica, consapevoli dell’eredità che i Padri Costituenti hanno affidato alla cooperazione. Un’eredità che onoriamo ogni giorno attraverso il lavoro, la solidarietà e l’impegno per il bene comune».
Terriaca sottolinea come la cooperazione rappresenti oggi uno strumento concreto di inclusione, coesione sociale e sviluppo sostenibile. «Rinnoviamo il nostro impegno – aggiunge – a costruire comunità più forti e una società capace di guardare al futuro con maggiore giustizia, solidarietà e sostenibilità, senza lasciare indietro nessuno».
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