Al Samnium Innovation Hub la consigliera regionale Alessandra Salvatore presenta l’iniziativa “Violenza digitale: le parole d’odio non possono restare impunite”
CAMPOBASSO – “Violenza digitale: le parole d’odio non possono restare impunite” è il titolo della conferenza stampa che si è svolta questa mattina al Samnium Innovation Hub di Campobasso, spazio messo gratuitamente a disposizione per sostenere l’iniziativa. La consigliera regionale Alessandra Salvatore ha illustrato un progetto che punta a offrire un sostegno concreto alle vittime dell’odio online, affiancata dalla psicologa e psicoterapeuta Giulia Leonelli. In sala erano presenti esponenti del Partito Democratico, rappresentanti di associazioni e della società civile, oltre a membri dell’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Marialuisa Forte.
Il cuore dell’iniziativa è la creazione di una rete di tutela che permetterà alle vittime di inviare segnalazioni all’indirizzo disarmiamoleparole@libero.it, allegando screenshot dei contenuti offensivi. Un pool di avvocate valuterà i casi, indicando gli strumenti disponibili: dalla lettera di messa in mora alla richiesta di risarcimento, fino all’eventuale attivazione di percorsi legali. «L’obiettivo – ha spiegato Salvatore – è aiutare chi subisce attacchi sui social a capire se quei comportamenti configurino illeciti o reati, e a non restare solo davanti alla violenza digitale».
La consigliera ha ricordato come l’odio online sia spesso sottovalutato, pur avendo conseguenze pesanti, soprattutto per donne e ragazze. «Dilagano offese, ingiurie e frasi denigratorie che nulla hanno a che vedere con il diritto di critica. Chi ha ruoli pubblici, come nel mio caso, è esposto a un fenomeno ancora più visibile», ha aggiunto, portando esempi di insulti ricevuti sui social.
La dottoressa Giulia Leonelli ha approfondito gli effetti psicologici della violenza digitale: perdita di autostima, vergogna, isolamento, fino a situazioni estreme che possono sfociare in comportamenti autolesivi. «L’anonimato abbassa il senso di responsabilità di chi offende, ma le conseguenze ricadono interamente sulle vittime», ha sottolineato.
Durante l’incontro è emersa la necessità di un lavoro condiviso con scuole, famiglie e mondo educativo, per costruire una cultura del rispetto e dell’empatia. Salvatore ha ricordato di essere prima firmataria di una proposta di legge regionale sull’educazione affettiva e digitale, pensata per accompagnare i più giovani a un uso consapevole delle tecnologie.
L’iniziativa ha raccolto numerosi interventi di sostegno, confermando l’urgenza di strumenti capaci di aiutare chi subisce odio online e di promuovere una risposta collettiva a un fenomeno ormai intollerabile.








