RIPALIMOSANI – A Ripalimosani, alle porte di Campobasso, è stata inaugurata Casa Azzurra, una struttura mamma‑bambino che rappresenta la trasformazione concreta di un gesto d’amore in un presidio di speranza. Il progetto nasce dal lascito di Donato De Cerce e Maria Franchella, una coppia di Larino che ha scelto di destinare le proprie risorse ai più fragili, affidando ai loro amici e discendenti il compito di custodire e valorizzare quel dono attraverso la Fondazione Aiuto, presieduta da Libero Baranello.
Il percorso che ha portato all’apertura della struttura non è stato semplice: burocrazia, cavilli e tempi amministrativi hanno rallentato un’iniziativa che, come ha ricordato la psicologa Elvira Battista, mette in luce una delle principali sfide del Terzo Settore. Nonostante gli ostacoli, Casa Azzurra ha finalmente aperto le sue porte il 3 agosto, immersa nel verde del tratturo, pronta ad accogliere madri e bambini che necessitano di un percorso di recupero o consolidamento del ruolo genitoriale.
La gestione è affidata alla Cooperativa Il Piccolo Principe, realtà con oltre vent’anni di esperienza nell’accoglienza e nella tutela dei minori. Il presidente Giuseppe Scarlino ha espresso commozione per la crescita professionale e umana dell’équipe, mentre i familiari di Donato e Maria — Rossana De Cerce e Milena Franchella — hanno ricordato la visione sociale e la bontà che hanno guidato la loro scelta.
Casa Azzurra opererà secondo un modello educativo e preventivo, con l’obiettivo di sostenere le madri nel loro compito genitoriale ed evitare, quando possibile, l’avvio delle procedure di affido, considerate dalla legge come extrema ratio. Gli operatori del Piccolo Principe, abituati a trasformare le difficoltà in opportunità, garantiranno presenza costante, rigore, trasparenza e vicinanza umana.
Durante la cerimonia, il sindaco Marco Giampaolo ha scoperto la targa commemorativa dedicata alla comunità, mentre i visitatori hanno potuto esplorare gli ambienti pensati per una convivenza serena. Già il giorno successivo è avvenuto il primo ingresso: una madre con due bambini. La struttura si riempirà presto, ma la capienza limitata resta un problema. “Dovremo tornare a dire dei no”, ha ammesso Battista, ricordando che la domanda supera di gran lunga l’offerta di case famiglia disponibili.
Casa Azzurra nasce così come un gesto che supera il tempo, trasformando la memoria in un luogo di cura, accoglienza e rinascita.
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