Associazione Tedeschi tra attività svolte nel 2019 e progetti futuri

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bando sicurezza ieri oggi materaCAMPOBASSO – L’Associazione “Giuseppe Tedeschi” è nata nel 2003 da un nucleo di volontari impegnati nella CGIL, per proseguire l’opera intrapresa da Padre Tedeschi, emigrante molisano a Buenos Aires, a tutela dei migranti, dei poveri, dei bambini, dei malati, delle vittime di violenze, dei profughi e delle persone abbandonate.

Nel corso dei 16 anni di attività l’Associazione si è battuta per la Pace, per far rispettare la Costituzione, ha promosso la Colletta Alimentare, ha sostenuto le iniziative dell’ANPI, ha aderito a Reti di tutela del territorio e dell’ambiente, si è prodigata per promuovere iniziative con le Comunità Molisane all’Estero, ha aiutato attività missionarie e in particolare orfanotrofi in Africa, ha salvaguardato la dignità degli immigrati, si è impegnata sui temi della Pace e della Legalità, promuovendo “Libera contro le Mafie” in Molise e si è mobilitata in difesa delle persone più fragili e contro ogni violenza, per la parità di genere e per una società equa e solidale.

Tra le principali attività svolte dall’Associazione nel 2019 c’è il viaggio in Uruguay e in Argentina che ha rappresentato un’opportunità per la costruzione di nuovi ponti, con lo scopo di svolgere attività di cooperazione, scambi culturali e iniziative solidali. Occasione che ci ha fatto pervenire messaggi di apprezzamento da parte dell’ex-Ambasciatore della Repubblica Argentina, presso la Santa Sede, Juan Pablo CAFIERO, di Padre Agenor SBARAINI responsabile per il Sudamerica dell’Ordine degli Scalabriniani, di Raffaele VITIELLO, Presidente del Comitato Italiani all’Estero di Mar del Plata, e di Giuseppe PETRONE, Presidente del Centro Molisano Monforte di Buenos Aires, struttura educativa e culturale con 150 bambini, 100 adulti, che seguono i corsi di italiano, e di tanti ragazzi che apprendono la musica, il canto o svolgono attività artistiche.

Si legge ancora nella nota: “La nostra Associazione, inoltre, è stata coinvolta nell’elaborazione del Bando “Sicurezza sul lavoro e migrazione: Ieri e Oggi” predisposto, con il Patrocinio del Comune di Matera e della Fondazione Matera Capitale Europea della Cultura 2019, dalle Direzioni INAIL di Basilicata e Molise, dagli Uffici Scolastici delle due Regioni, dall’Associazione Nazionale tra Mutilati e Invalidi del Lavoro. Gli Istituti Scolastici di Basilicata e Molise hanno lavorato con ricerche, filmati e progetti di animazione sul tema dell’emigrazione e le condizioni di maggiore precarietà nel lavoro con rischi più alti di infortuni ed incidenti anche mortali. La cerimonia di premiazione si è svolta lo scorso 9 dicembre nell’auditorium comunale della Capitale Europea della Cultura, dove, davanti ad una platea di 400 persone, si è restituita dignità a quei volti anonimi di migranti sventurati, sfruttati e dimenticati da tutti. Si sta già pensando ad una seconda edizione interregionale per l’anno 2020 e non si esclude che la cerimonia di premiazione venga svolta in un piccolo paese dell’alto Molise, Agnone.

Nel corso dell’anno 2019 come Associazione abbiamo aderito alla Rete dei Piccoli Comuni #Welcome, promossa dalla CARITAS di Benevento, nata per contrastare lo spopolamento delle aree interne, favorire progetti di sviluppo per macro – aree interregionali e sostenere iniziative di accoglienza umanitaria, inclusione sociale delle fasce svantaggiate locali e integrazione attraverso la cooperazione tra cittadini del posto e cittadini stranieri.

L’Associazione Tedeschi da sempre si è occupata dei rifugiati, immigrati e richiedenti asilo al fine di promuovere l’accoglienza e l’integrazione all’interno delle comunità che li ospitano, restando a disposizione, con i nostri volontari, per tutti coloro che hanno bisogno e hanno necessità di un aiuto. Perseguendo, dunque, tali finalità nell’anno 2019 abbiamo predisposto il rientro di due famiglie dal Venezuela a Monacilioni. Nel mese di Marzo abbiamo accolto Manuela, il marito e i loro 7 figli, a Dicembre ci siamo prodigati per accogliere Alejandra, Juan Pablo e i loro due bimbi, alle prese con i problemi drammatici in Venezuela e costretta a rifugiarsi dal 2017 a Lima, in Perù“.