Basket: si è conclusa a Venafro la Winter League 3×3 U18

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Basket: si è conclusa a Venafro la Winter League 3x3 U18VENAFRO – Con la tappa finale di stamattina a Venafro, si è chiusa la Winter League 3×3 per la categoria u18, cui hanno aderito cinque società (Basket Venafro, Accademia Isernia, Termoli Young, Airino Termoli e Campobasket), per un totale di 14 squadre e oltre 50 giocatori. Il primo posto, e il conseguente pass per le finali nazionali di Bari (previste per giugno), se lo sono aggiudicato Nicolas Mirti, Antonio Di Nezza, Reinis Otersons e Massimiliano Vanacore, l’MVP della competizione. Secondo e terzo posto invece, sono andati rispettivamente a Michele Pesce, Franco Talia, Edoardo Ponsanesi e Antonio Rocco (Termoli Young) e a Pasquale Pirozzi, Francesco Casapenta, Giuseppe Carcillo e Alessio Punzi (Basket Venafro).

 

Abbiamo chiesto le valutazioni a caldo al Responsabile regionale del 3×3, Francesco Valente, che ha parlato della manifestazione in questi termini:

Che cos’è la Winter League e perché non ne abbiamo mai sentito parlare prima?

La Winter League 3×3 è il torneo di pallacanestro 3 contro 3 della regione Molise, dedicato alle categorie U18 e U16. É il primo campionato federale che si svolge in Molise ed assegna il diritto di partecipare alle finali nazionali di Bari in rappresentanza della regione.

La Federazione Molise è stata una delle prime ad organizzare sul territorio dei tornei inseriti all’interno del ranking mondiale FIBA 3×3. Basandoti sulla tua esperienza, quale è stato il feedback da parte delle società, degli allenatori e, soprattutto, dei giocatori?

Con orgoglio possiamo dire che ad oggi siamo i primi, insieme all’Emilia Romagna, ad aver ideato e sviluppato un format dedicato al 3×3. Alla fine del 2017 la FIP ha dato input a tutti i comitati regionali di avviare le attività locali per innalzare il punteggio dell’Italia all’interno del ranking internazionale FIBA. Con la spinta del presidente Lombardi, che ha voluto fortemente l’organizzazione di un campionato 3×3, ci siamo attivati immediatamente per avviare la competizione. La risposta delle società è stata assolutamente positiva, tutti si sono messi a disposizione per la buona riuscita degli eventi, in ogni tappa ho visto tecnici e dirigenti interessati allo svolgimento del torneo ed i ragazzi sono stati entusiasti di partecipare ad ogni singola tappa. Si sono interessati alle nuove regole, al meccanismo del ranking, agli accoppiamenti che ne uscivano fuori e si sono sfidatati in campo con passione.

Credi che si possa ripetere una esperienza del genere?

Sicuramente svilupperemo a breve un torneo U16, con qualche piccolo aggiustamento per migliorare la competizione alla luce dell’esperienza del campionato U18 appena concluso.

Dicci almeno due cose che rendono il 3×3 più entusiasmante del 5c5 classico.

Il 3×3 è uno sport che comprime in 10 minuti le emozioni e l’adrenalina che siamo abituati a vivere in 90 minuti e oltre di una partita “canonica” di 5 contro 5. La prima differenza è quindi sicuramente la compressione degli eventi, che, proprio perché espressi in così poco tempo, esplodono in maniera fragorosa. La seconda cosa è la responsabilità di ogni singolo giocatore. Nel 3×3 non ci si può nascondere, ognuno deve costantemente prendere l’iniziativa per battere l’avversario e gli avversari. Non ci si può prendere un giro di riposo e tutte le magagne di un giocatore escono fuori.

Il 3×3 sarà disciplina olimpica nel 2020. Proprio ieri c’è stata una riunione federale a Roma per chiarire quale sarà la posizione dell’Italia in tal senso. Tu che idea ti sei fatto in generale del 3×3 e quale pensi possa essere la strada da percorrere nell’immediato futuro?

Ieri a Roma ho partecipato ad una riunione con i vertici del 3×3 Italia e tutti i referenti regionali per illustrare l’attività che stiamo svolgendo in regione. C’è molto entusiasmo e la consapevolezza di dare inizio a qualcosa di nuovo e di unico. Ci è stato chiesto di fare tanta attività per far conoscere questa disciplina alle società, ai tecnici e soprattutto ai giocatori, ed è quello che succederà nel futuro prossimo nelle regioni italiane. La strada da percorre per Tokyo 2020 è lunghissima e la prima cosa da fare è quella di infondere la cultura di una nuova disciplina. Bisogna far capire tante dinamiche, anche complicate, del 3×3 per iniziare a remare tutti nella stessa direzione. La prima cosa da fare per avviare un grande cammino è quello di fare il primo passo e noi lo abbiamo appena fatto.