Campobasso, devozione alla Madonna dei Monti: l’intervento del sindaco

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fra Luigi Pio Maria Chiarolanza e sindaco BattistaCAMPOBASSO – In occasione della festa della Madonna dei Monti di cui si è svolta oggi la processione, il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, ribadendo la devozione sua e della città, ha dichiarato quanto segue:

“Buonasera a tutti voi che siete qui numerosi. Saluto e ringrazio il parroco e rettore del santuario fra Luigi Pio Maria Chiarolanza e tutti i padri cappuccini custodi di questa antica devozione per la Madonna dei Monti che continua a e crescere in tutta la città di Campobasso. Devozione che si lega, indissolubilmente, alla tradizione che riuniva e riunisce ancora oggi la grande comunità del Sacro Cuore dove i padri cappuccini sono, da sempre, i pilastri della parrocchia e del quartiere mostrando vicinanza alla popolazione e compiendo quell’importante azione di evangelizzazione che ci permette di avvicinarci e di crescere nella fede. Un saluto va anche ai tanti novizi che a Campobasso frequentano la prestigiosa università degli studi filosofici del Sacro Cuore retta dal maestro fra Rocco Maria Timpano.

Buon pomeriggio anche a sua eccellenza Monsignor Giancarlo Bregantini.

Ringrazio poi tutti voi, che in questa bella giornata di festa avete partecipato alla santa messa e alla processione. Un pensiero va anche a quanti, nonostante la forte devozione, non possono essere raccolti in preghiera insieme a noi: mi rivolgo soprattutto ai malati, agli anziani, a chi sta lavorando e a quanti hanno dovuto lasciare Campobasso portando nel cuore la Madonna dei Monti.

Come non ringraziare inoltre il comitato e i moltissimi devoti che, con instancabile impegno, permettono di onorare Nostra Signora che oggi, come ogni 31 maggio, portiamo in processione per le strade della città, ma che è sempre accanto a noi, nei momenti di gioia e in quelli di dolore. A lei chiediamo di aiutarci, di guidarci lungo il nostro sentiero, di non farci mai mancare la sua presenza, di insegnarci ad apprezzare la vita come il più prezioso dei doni. Vita come rapporto con il prossimo, prossimo che diventa sinonimo di diversità, di accoglienza e di serena convivenza.

statua la Madonna dei MontiQueste le basi della nuova comunità, queste le fondamenta del rinnovato senso di coesione in una realtà, come questa in cui viviamo, che deve guardare avanti senza paure, senza timori, che deve superare gli ostacoli tutelando ad ogni costo il bene comune e la centralità della persona come essere umano. Una missione non facile, ma che abbiamo il dovere di portare avanti con slancio, con grande responsabilità e con quel rispetto verso gli altri che ci permette di non perdere mai di vista i nostri obiettivi, anzi, di rafforzarli per dare loro ancora più concretezza. L’epoca in cui viviamo ha fatto rinascere campanilismi, nazionalismi e pericolosi sentimenti di disgregazione.

Un’epoca difficile in cui ogni forma di apertura viene messa in discussione come pure il riconoscimento di diritti fondamentali, un’epoca in cui anche i concetti di uguaglianza e la fiducia nella società vacillano. Questa perdita di stima mette in discussione quanto costruito finora con fatica e gli sforzi che hanno permesso alla nostra comunità di evolversi e di guardare al futuro. Un futuro che dipende anche dalla capacità di non restare ancorati a vecchi schemi e di contrastare chi, con ogni mezzo, cerca di costruire muri e di tirare confini, siano essi fisici o esclusivamente mentali.

Come amministratori abbiamo una doppia responsabilità, dobbiamo rimuovere con fermezza ostacoli morali e fisici per raggiungere le nostre mete vicine o lontane che siano. Bisogna lavorare senza sosta, senza mai risparmiarci e rimanendo nel solco della legalità e della trasparenza. Valori fondanti questi che ci aiutano a combattere i mali che affliggono il nostro tempo, il terrorismo per esempio, ma anche l’indifferenza che spesso miete altrettante vittime. Guardiamo ai migranti e alla loro accoglienza come una forma di coesione come una forza che unisce come unisce la realizzazione di questi meravigliosi tappeti di fiori che oggi rendono ancora più bella la nostra Campobasso.

Penso alla fatica, alla pazienza e alla passione che tanti uomini e donne hanno impiegato per realizzare l’infiorata che racconta della famiglia, del saper stare insieme, della pace e della voglia di vivere in un mondo migliore. Un vanto per il nostro capoluogo, ma anche una spinta per me e la mia squadra a non perdere mai l’entusiasmo che ci sta permettendo di cambiare questa città, giorno, dopo giorno. Lo stiamo facendo con le scuole, con la viabilità, con la differenziata, con i progetti che puntano sui ragazzi per accrescere in loro il senso civico e l’appartenenza alla città, sentimenti che contribuiranno a migliorarci e a crescere ma sempre con l’aiuto della nostra Madonna a cui ci affidiamo e affidiamo Campobasso”.