Cento furti nelle scuole del meridione, 2 arresti a Venafro

arresto carabinieriVENAFRO – Un anno di indagini dei carabinieri di Venafro per dare un’identità ai responsabili di 100 furti nelle scuole del Molise, Campania, Lazio e Puglia: sono 2 pregiudicati del Napoletano. E’ stato reso noto in Procura, durante una conferenza stampa, dal Procuratore Carlo Fucci, il Sostituto Carmela Andricciola, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri, Salvatore Giacona, e il Comandante provinciale, Tenente Colonnello Gennaro Ventriglia.

Uno dei due, 40enne, era già in carcere a Isernia per il recente tentato furto al Municipio di Sessano del Molise, mentre l’altro, che ha 25 anni, è stato rintracciato a Napoli e rinchiuso nel carcere di Poggioreale. Obiettivo principale delle loro incursioni erano i laboratori di informatica, dove facevano incetta di pc portatili, tablet e notebook. Oltre 350mila euro il valore complessivo dei furti, in cui rientra anche un drone (in dotazione a una scuola) e il denaro portato via dalle macchinette che erogano vivande.

Secondo una ricostruzione fornita dagli investigatori, raggiungevano gli edifici scolastici con auto prese a noleggio e poi, a lavoro concluso, chiamavano le mogli per dire che era andato tutto bene. Le indagini erano iniziate nella primavera del 2018 in seguito ai furti denunciati dai dirigenti scolastici di Isernia e Venafro. Moltissimi gli elementi raccolti e studiati tra intercettazioni, telefoniche e ambientali, e filmati provenienti da sistemi di videosorveglianza.

“E’ stata un’attività importante – ha dichiarato il Procuratore Fucci – proprio per la mole dei furti posti in essere non solo in Molise. La difficoltà è stata quella di mettere insieme tutti i dati che fin quando venivano analizzati separatamente non riuscivano a portare al risultato che poi è stato conseguito”. La serie interrotta di furti nelle scuole aveva generato preoccupazione tra genitori e studenti.

“Sono ladri di cultura – ha evidenziato il comandate provinciale Ventriglia – questo genere di furti sottraeva ai ragazzi strumenti tecnologici indispensabili per la loro formazione. Essendo colpi attuati in piccole realtà avevano uno sviluppo investigativo locale. E questo non consentiva di creare un collegamento tra tutti gli episodi. Si è quindi deciso di creare un gruppo dedicato esclusivamente a questa attività, riuscendo a trovare gli elementi che hanno connesso i vari furti, fino all’epilogo delle ultime ore che ci ha permesso di arrestare i due pregiudicati”.