Cibo sintetico, Papa (Coldiretti): “Si allarga in Europa il fronte del no”

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Claudio Papa

CAMPOBASSO – “L’alleanza nata in Europa fa proprie le perplessità sollevate per prima dalla Coldiretti e conferma il ruolo di apripista dell’Italia che è leader mondiale nella qualità e sicurezza alimentare, nelle politiche di tutela della salute dei cittadini anche grazie alla legge approvata”. E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti Molise, Claudio Papa, nell’esprimere apprezzamento per l’impegno profuso dal Ministro dell’Agricoltura e Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, che ha consentito la predisposizione, per il Consiglio UE “Agricoltura e pesca” del 23 gennaio 2024, di un documento sottoscritto da ben 12 Paesi che prevede una “moratoria” sul cibo a base cellulare.

Nel testo, condiviso dalle delegazioni austriaca, francese e italiana con il sostegno anche di quelle ceca, cipriota, greca, ungherese, lussemburghese, lituana, maltese, rumena e slovacca, viene chiesto infatti, riferisce la Coldiretti, che “prima di qualsiasi autorizzazione alla produzione e al consumo di cibi a base cellulare la Commissione Europea debba avviare una consultazione pubblica sui prodotti di questo genere” che “non possono mai essere chiamati carne” e pongono “questioni etiche, economiche, sociali e ambientali, nonché sulla nutrizione e sulla sicurezza sanitaria”, rimettendo in discussione il quadro normativo attuale che risulta inadeguato.

“La presa di posizione di un numero crescente di Paesi – precisa Papa – è una risposta all’esigenza di avere analisi di impatto univoche da parte della ricerca pubblica ed evitare di trasformare i cittadini in cavie umane, come per primi abbiamo chiesto con la raccolta di oltre 2 milioni di firme a sostegno della legge approvata, con più di 2mila comuni che hanno deliberato a favore e spesso all’unanimità, tutte le Regioni di ogni colore politico ed esponenti di tutti gli schieramenti oltre a Ministri e Sottosegretari, Parlamentari nazionali ed europei e Sindaci”.

“La crescente diffidenza verso questo ‘cibo’ conferma, infatti, la necessità di rispettare il principio di precauzione di fronte ad una nuova tecnologia con molte incognite che rischia di cambiare la vita delle persone e l’ambiente che ci circonda”, continua Papa nel sottolineare che “proprio per questo la sfida che la Coldiretti lancia alle istituzioni europee è che i prodotti in laboratorio nei processi di autorizzazione non vengano equiparati a cibo ma bensì a prodotti di carattere farmaceutico”.

“Sul piano etico e sanitario – continua la Coldiretti – nel documento si evidenzia che occorre tenere conto del fatto che la UE ha già deciso di vietare gli alimenti prodotti da animali clonati e la carne trattata con ormoni” utilizzati invece nei bioreattori per i cibi artificiali, mentre sul piano economico si esorta “la Commissione e tutti gli Stati ad adottare misure preventive contro monopoli della produzione alimentare”, favoriti dagli elevati costi fissi ed economie di scala che avvantaggiano pochi produttori su larga scala con il rischio di dipendenze lungo la catena alimentare.

A preoccupare i 12 Paesi vi è infine, conclude la Coldiretti, la necessità di mantenere la presenza zootecnica e i pascoli anche nelle zone più svantaggiate e montane, che assicurano servizi ambientali inestimabili come il contrasto al dissesto idrogeologico, il mantenimento della biodiversità e contrastano in maniera significativa lo spopolamento delle aree interne e rurali.