Coronavirus, il rettore Brunese: “L’anno accademico non sarà perso”

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CAMPOBASSO – Sperimentare nuove forme di socialità, condividendo sui social notizie utili, sensazioni, impressioni su libri e film, opere d’arte, ricette e hobby, preoccupazioni sociali e politiche, giudizi su materie di studio e corsi di laurea: è l’invito spassionato che il rettore dell’Università del Molise (Unimol), Luca Brunese, rivolge ai suoi studenti, suggerendo di utilizzare gli smartphone “anche per parlare con amici e colleghi, con i nostri cari; in tante situazioni difficili, dialogare è un conforto e, alle volte, un rimedio”.

Un’altra riflessione riguarda l’università e “la nostra Università del Molise, in particolare” che ha bloccato la didattica in presenza, per favorire il contenimento dell’epidemia, “ma non ha fermato le attività di ricerca e le relazioni nazionali e internazionali, e ha riformulato la didattica in chiave telematica”.

Pertanto, rassicura, l’anno accademico non sarà né sospeso né perso: “Vi chiedo di seguire con attenzione e passione i corsi, che sono stati attivati in via telematica, ricercando la possibilità di formazione che deriva dal rapporto coni vostri docenti. Questa condizione particolare vi servirà per sviluppare un lato di responsabilità e di giudizio critico che in periodi più tranquilli si tende a trascurare”.

L’elenco dei corsi a distanza è disponibile sui social di ateneo: “Dalla prossima settimana – informa il rettore – saranno attivi in modalità telematica tutti i corsi del secondo semestre”. Per la sessione di esami di marzo “abbiamo stabilito una nuova calendarizzazione dal prossimo 6 aprile. Le sedute di laurea si svolgeranno dal 28 al 30 aprile. La sessione di laurea estiva, che si apre a giugno, è al momento confermata”.

Brunese garantisce “che rimarrà fruibile, eventualmente aggiungendo sessioni straordinarie per consentire a tutti di laurearsi regolarmente”. Rimane aperto il bando Erasmus+, la cui scadenza sarà prorogata a fine mese. “Sono convinto che tutti insieme supereremo questa prova, per tanti versi drammatica, e sono certo che dalle difficoltà nascerà una comunità universitaria più forte, coesa e preparata”.