Cresce il costo dell’acqua in Italia, ma il Molise resta la regione più economica

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rubinetto acquaISERNIA – Cresce il costo dell’acqua nel nostro Paese: +2% rispetto al 2018. Nel 2019 una famiglia italiana ha speso in media 434 euro per il servizio idrico integrato e la regione più cara è la Toscana. A scattare la fotografia è l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva realizzato nell’ambito del progetto ‘Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino’, finanziato dal ministero dello sviluppo economico (DM 7 febbraio 2018). Le tariffe sono indicate rispetto ad una famiglia tipo di tre componenti ed un consumo annuo di 192 metri cubi.

Fra i capoluoghi di provincia Grosseto e Siena si confermano le più care con una spesa media a famiglia di 781 euro, Isernia resta ancora la più economica con 130 euro. Gli incrementi più elevati si registrano a Crotone (+13,5%) e Varese (+12,3%), seguono Roma (+10,7%) e Palermo (+10,5%). Le regioni centrali confermano il primato per le tariffe più alte con 595 euro annuali (+2,7% rispetto al 2018) ma l’incremento maggiore si rileva nel Sud e Isole (+3,1%). A livello regionale, le famiglie più ‘tartassate’ risiedono nell’ordine in Toscana (688 euro), Umbria (531 euro), Marche (527 euro) ed Emilia Romagna (511 euro)

La regione più economica resta il Molise con 163 euro l’anno. Il maggior incremento tariffario (+6,3%) si registra in Abruzzo; scende invece dell’1,8% la tariffa media in Veneto. Costi invariati in Emilia Romagna, Liguria, Molise e Puglia. Oltre che tra le regioni, evidenti differenze di spesa continuano ad esistere anche all’interno delle stesse regioni. Ad esempio, in Sicilia, tra Enna (748 euro in media) e Catania (224 euro) intercorre una differenza di 524 euro. Altri esempi di simile portata si possono riscontrare in Lazio, Toscana, Lombardia, Liguria e Calabria.

“Quello che emerge è un quadro che ancora una volta denuncia profonde differenze nell’erogazione del servizio idrico tra aree geografiche dell’Italia, confermando in maniera opprimente la questione irrisolta del ‘water service divide’: una parte del nostro Paese, in prevalenza Nord e Centro, in grado di realizzare investimenti e con elevate capacità gestionali, e un’altra parte invece, collocata principalmente nel Sud e nelle Isole, in cui l’inerzia e la mancanza di soggetti con le necessarie capacità economiche e gestionali hanno generato condizioni di stallo, che si ripercuotono sulla qualità e la disponibilità stessa del servizio offerto ai cittadini”, dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.