TERMOLI – L’undicesima edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro si chiude con una riflessione di altissimo profilo sulla sicurezza globale, la trasformazione della guerra e il ruolo della democrazia nell’era tecnologica. Protagonista della serata conclusiva, dedicata al tema “L’era della supremazia”, è stato il generale Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, che ha delineato un quadro strategico complesso e in rapida evoluzione.
Davanti al pubblico di Piazza Duomo, Masiello ha spiegato come la guerra contemporanea si combatta su tre livelli: convenzionale, tecnologico e cognitivo. «La guerra del futuro si combatte nelle trincee, nello spazio digitale e nelle menti delle persone», ha affermato, sottolineando la necessità di un esercito capace di adattarsi rapidamente ai nuovi scenari.
Sul fronte della sicurezza europea, il generale ha ribadito la centralità della NATO: «Nel mondo di oggi non si può prescindere da un’alleanza forte». Allo stesso tempo, ha evidenziato l’urgenza di rafforzare il pilastro europeo della difesa, anche alla luce del progressivo spostamento degli interessi strategici degli Stati Uniti verso altre aree del mondo. «Gli investimenti arrivano dove c’è sicurezza. Se renderemo l’Europa un continente sicuro, potremo farla ripartire».
Masiello ha poi richiamato la necessità di superare «l’illusione che al termine della Guerra Fredda fosse scoppiata la pace», un errore che avrebbe contribuito al sottofinanziamento della difesa per decenni. I conflitti in Ucraina e Iran rappresentano, secondo il generale, «un tragico laboratorio del futuro della guerra», dove droni, cyberattacchi e intelligenza artificiale convivono con lo scontro tradizionale.
Sul fronte tecnologico, Masiello ha denunciato la lentezza delle procedure di acquisizione militare: «Se voglio un drone di ultima tecnologia ci metto anni per averlo, e quando entra in servizio è già superato». Per questo l’Esercito sta investendo nella formazione di migliaia di soldati piloti di droni.
La sfida più complessa resta però quella della guerra cognitiva, dove la manipolazione dell’informazione e l’influenza algoritmica colpiscono cittadini non preparati: «Non siamo formati a difenderci». Da qui la scelta di rinnovare la formazione degli ufficiali con un corso universitario di Scienze strategiche a indirizzo filosofico, sviluppato con l’Università di Modena.
Nel finale, Masiello ha richiamato l’articolo 52 della Costituzione: «È finita l’era in cui avevamo solo diritti. È iniziata quella dei doveri. La difesa della patria è sacro dovere di ogni cittadino».
La serata ha ospitato anche un confronto sulla sanità militare, con l’Ordine delle Professioni Infermieristiche che ha proposto la creazione di un gruppo di lavoro dedicato alla valorizzazione dell’infermiere militare, proposta accolta dal generale.
Ampio spazio è stato dedicato ai temi etici, politici e filosofici dell’intelligenza artificiale:
La serata si è chiusa con una dimostrazione di traduzione simultanea assistita dall’IA, proposta da Sébastien Bratière di Translated, esempio delle potenzialità della tecnologia quando orientata alla cooperazione.
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