RICCIA – Le Giornate FAI di Primavera 2026, in programma sabato 21 e domenica 22 marzo, tornano anche in Molise con un ricco calendario di visite e percorsi culturali. L’evento nazionale, giunto alla sua 34ª edizione, coinvolgerà 780 luoghi in 400 città italiane, confermandosi come la più grande manifestazione dedicata alla scoperta del patrimonio culturale e paesaggistico del Paese.
Per le Giornate FAI di Primavera 2026, Riccia diventa il cuore del Molise con quattro percorsi tematici pensati per raccontare la storia millenaria del borgo, dalle origini romane alle testimonianze angioine, fino ai palazzi rinascimentali e alle architetture ottocentesche che ne definiscono ancora oggi l’identità.
Il primo itinerario, dedicato ad Arte, musica e poesia, conduce i visitatori lungo l’antica strada dell’Arco del Filosofo, un tempo porta d’accesso alla prima cinta muraria. Da qui si raggiunge la Chiesa di Santa Maria Assunta, uno dei luoghi simbolo del centro storico, per poi arrivare a Largo Bottego, storicamente sede delle botteghe artigiane. Tra i palazzi che si affacciano sulla piazza spicca Palazzo Cima, aperto eccezionalmente grazie alla disponibilità dei proprietari: un’abitazione che conserva arredi, opere e memorie del compositore e poeta dialettale Michele Cima (1884-1932), figura di riferimento della cultura molisana del primo Novecento.
Il secondo percorso, Siste Hospes: benvenuto forestiero, ruota attorno a Piazza Sedati, storica porta d’ingresso al borgo per chi arrivava da Jelsi e Campobasso. Qui si trova la suggestiva fontana barocca restaurata nel 1640 dal principe Fabrizio De Capua, che vi fece incidere un messaggio di benvenuto in distici latini. L’itinerario prosegue verso la Chiesa della Madonna del SS. Rosario e l’ottocentesco Palazzo Reale, offrendo uno sguardo sulla Riccia più elegante e monumentale.
Il terzo itinerario, Riccia fuori e dentro le mura, è un viaggio attraverso gli edifici più rappresentativi del borgo. Da Piazza Sedati si raggiunge la trecentesca Chiesa della SS. Annunziata, per poi salire verso Via Castello fino alla storica Porta del Casino, così chiamata perché conduceva alla vasta tenuta di caccia dei De Capua, che circondava il castello per circa quaranta ettari. Il percorso si snoda tra case addossate, supportici, cortili nascosti e decorazioni scolpite, fino ad arrivare al Magazzeno, oggi museo etnografico che custodisce oltre mille oggetti legati alla vita quotidiana, ai mestieri tradizionali e alle attività dell’ex lanificio Palmieri.
Il quarto percorso, La corte dei De Capua e le lacrime di una regina, è dedicato alla famiglia che governò Riccia per quasi cinque secoli, dal 1285 al 1792. I visitatori potranno scoprire i luoghi simbolo del loro dominio, a partire dal maestoso Castello De Capua, riconoscibile per il suo imponente mastio aragonese. L’itinerario include anche la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, che custodisce le spoglie degli antenati del committente Bartolomeo III De Capua e conserva la memoria di Costanza di Chiaromonte, regina di Napoli e unica sovrana sepolta in Molise. Un percorso che intreccia storia, potere e vicende umane, restituendo al pubblico un capitolo affascinante della storia locale.
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