“Il suo esempio, a ottantadue anni di distanza, ci richiama al valore della responsabilità individuale e al dovere della memoria. Ci ricorda dove possono condurre l’odio, il razzismo e l’indifferenza. E ci ricorda che, anche nei tempi più bui, ogni uomo e ogni donna possono scegliere da che parte stare”, aggiunge Paglione. “Per questo Capracotta ha voluto dedicargli un angolo della piazza principale e il Giardino dei Giusti nella Villa comunale: luoghi che ci ricordano storie di coraggio e di umanità. Fare memoria della Shoah significa anche riconoscere le sue cause: le leggi razziste del fascismo, che aprirono la strada alle persecuzioni, alle deportazioni e allo sterminio, con la Repubblica di Salò complice attiva di quelle atrocità. Da quella tragedia è nata la nostra Costituzione, che ha messo al centro la dignità della persona, la libertà, l’uguaglianza, la giustizia. Valori che non sono scontati, ma che vanno difesi ogni giorno, proprio per fare gli anticorpi contro ogni forma di razzismo, negazionismo e totalitarismo. La memoria, per questo, non è solo ricordo del passato, ma un impegno per il presente e per il futuro”.
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