COLLI AL VOLTURNO – Il futuro dell’orso marsicano, uno dei grandi mammiferi più rari d’Europa, e il ruolo dei Parchi Nazionali italiani nella tutela del paesaggio e della biodiversità tornano al centro del dibattito con l’iniziativa pubblica “I corridoi dell’orso: da due Parchi un cammino comune”, promossa dal Coordinamento “No Pizzone II” per sabato 3 gennaio 2026. La data non è casuale: proprio mentre si discute di transizione energetica e nuove infrastrutture, il progetto della centrale Enel “Pizzone II”, previsto all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), solleva ancora interrogativi cruciali che riguardano tutti i Parchi Nazionali italiani.
“Il PNALM — il Parco Nazionale più antico d’Italia, che nel 2022 ha celebrato il suo centenario — è ecologicamente connesso al Parco Nazionale del Matese, il più giovane del sistema nazionale delle aree protette. Proprio nel punto di collegamento tra questi due Parchi, Enel vuole costruire un grande impianto di generazione e pompaggio. Il progetto, reso pubblico ad agosto 2023, ad oggi è in attesa di parere della commissione V.I.A. L’opera ricadrebbe in un’area classificata dagli esperti come nodo critico della rete ecologica appenninica, un corridoio indispensabile per la sopravvivenza dell’orso bruno marsicano”, si legge in una nota del Coordinamento.
“L’orso marsicano, chiamato anche orso gentile per il carattere mite, è una sottospecie unica al mondo, presente solo nell’Italia centrale. Con appena 50–60 individui rimasti, l’espansione in nuovi territori idonei è considerata indispensabile per evitare l’estinzione funzionale. Secondo i ricercatori, la presenza degli orsi nella zona del progetto dipende dalla tranquillità dell’area, mentre la costruzione di un grande impianto industriale comporterebbe l’allontanamento degli orsi e di conseguenza l’interruzione della connettività dei corridoi ecologici che collegano il PNALM all’Alto Molise e al Matese. Quindi la centrale Pizzone II danneggerebbe non solo il PNALM ma anche il Parco Nazionale del Matese che rischia, grazie a Pizzone II, di non annoverare mai l’orso nella sua fauna”, aggiunge il Coordinamento.
L’evento del 3 gennaio riunirà gruppi di camminatori provenienti dai paesi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e del Parco Nazionale del Matese, che convergeranno a Colli al Volturno. Nel pomeriggio si terrà un convegno pubblico con esperti di corridoi ecologici e fauna appenninica, interventi sulle ricadute paesaggistiche ed economiche, testimonianze di associazioni, enti locali e cittadini su esempi di sviluppo economico compatibili con il patrimonio naturalistico e esempi di cooperazione di comunità.









