Campobasso

Il latino riparte dalla scuola media: l’esperienza della “Petrone” di Campobasso conquista la LUMSA

Alla LUMSA di Roma l’I.C. “Igino Petrone” presenta il suo modello di insegnamento del latino nella scuola media: un’esperienza ventennale che forma logica, linguaggio e pensiero critico

ROMA – Il latino torna al centro del dibattito nazionale sull’istruzione e lo fa attraverso esperienze concrete già attive nelle scuole italiane. Tra queste, spicca quella dell’Istituto Comprensivo “Igino Petrone” di Campobasso, protagonista alla XIV edizione del Certamen nazionale “Vittorio Tantucci”, ospitato nella prestigiosa Sala Giubileo dell’Università LUMSA.

L’apertura dei lavori è stata affidata al Rettore Francesco Bonini, in un contesto di alto profilo culturale che ha riunito studiosi, latinisti e rappresentanti del mondo accademico: da Anna Paola Tantucci a Piergiorgio Parroni, da Emanuela Andreoni Fontecedro a Paolo De Paolis, fino al poeta Elio Pecora.

In questo scenario, l’intervento del dirigente scolastico Giuseppe Natilli ha portato all’attenzione nazionale un modello educativo consolidato: un’ora di latino a settimana fin dal primo anno della scuola media, una scelta attiva da oltre vent’anni che punta a sviluppare logica, competenze linguistiche e capacità di analisi. «Non è nostalgia, ma visione» ha spiegato Natilli. «Il latino introduce un controtempo: obbliga a fermarsi, leggere, comprendere».

L’esperienza della “Petrone” non si limita alla didattica quotidiana. Da quattordici anni l’istituto organizza il Certamen nazionale “Amice, Latine Discere”, oggi punto di riferimento per il primo ciclo, grazie anche alla collaborazione con il Liceo Classico “Mario Pagano” e con EIP Italia.

Il caso campobassano arriva in un momento di rinnovata attenzione istituzionale verso il latino, sempre più considerato non come disciplina elitaria, ma come strumento formativo capace di incidere sul pensiero critico.

«Non insegniamo latino per formare classicisti – ha concluso Natilli – ma per formare menti capaci di comprendere e scegliere». Una prospettiva che restituisce alla lingua dei classici una funzione attuale: non memoria del passato, ma chiave per leggere il presente e orientare il futuro.

Redazione Molisenews24
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