La Sala Gialla della Provincia di Isernia ha ospitato un incontro che segna l’avvio di una fase decisiva per la valorizzazione della “lana italica”, una risorsa spesso trascurata ma oggi al centro di un progetto nazionale che unisce sostenibilità, artigianato e sviluppo locale. L’iniziativa, promossa dalla Rete Nazionale delle Sartorie Sociali, ha registrato una partecipazione straordinaria: oltre 150 persone, tra istituzioni, artigiani, allevatori e rappresentanti del mondo accademico.
L’obiettivo è chiaro: trasformare un problema ambientale – le 8.700 tonnellate di lana che ogni anno vengono smaltite come rifiuti – in una filiera virtuosa capace di generare economia, cultura e lavoro. Il progetto parte dalla fase più delicata, il lavaggio della lana, per poi sviluppare un laboratorio creativo e manifatturiero che darà vita a una microfiliera tessile sostenibile, replicabile in altri territori.
Il sostegno arriva da una rete ampia e qualificata: l’Università “Gabriele d’Annunzio” con il Dipartimento di Architettura e l’Osservatorio FILA, l’associazione Slow Fiber, Confcooperative Molise, la Federazione Italiana Tradizioni Popolari, istituti scolastici, cooperative e numerosi artigiani. Fondamentale anche il contributo politico, in particolare quello dell’onorevole Giorgio Lovecchio, che ha accompagnato il progetto fin dalle prime fasi.
L’incontro, aperto dal presidente della Provincia Daniele Saia e moderato da Maurizio Varriano, ha affrontato temi cruciali: approvvigionamenti, costi, organizzazione delle filiere, benefici per gli allevatori e ricadute sul territorio. Tra gli interventi, quelli di Roberto Di Baggio, Mimmo Izzi, Giorgio Gagliardi, Rossana Gaddi, Dario Casalini, Riccardo Terriaca, Cristoforo Carrino, Maria Pia Riccardi, Claudio Papa, Sebastiano Delfine, Vincenzo Cimino, Mimmo Maio, Peppe Notartomaso, Antonello Matera e Angelo Ricci. Presenti anche Filomena Calenda e Lorenzo Coia, tra i primi sostenitori dell’iniziativa. La giornata è stata arricchita da un momento musicale con il cantautore Lino Rufo.
Il cuore del progetto è la creazione, a Macchia d’Isernia, del Centro di Lavaggio della Lana, primo tassello di un modello produttivo che punta alla “tracciabilità narrativa”, in linea con le politiche europee contro il fast fashion. A questo seguirà un laboratorio creativo e manifatturiero che darà nuova vita alla lana italica, rilanciandola nei settori moda e accessori.
Il filo conduttore dell’incontro è racchiuso nell’espressione “riannodare i fili di una storia”: recuperare un sapere antico, trasformarlo in innovazione e restituirlo alla comunità come opportunità concreta. In un territorio segnato dalla crisi del manifatturiero, il progetto “100% Lana Italica” rappresenta un segnale di rinascita, un investimento culturale ed economico che guarda al futuro senza dimenticare le radici del Sannio e della Lega Italica.
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