Isernia, spaccio droga: domiciliari per un 30enne

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ISERNIA – I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Isernia nei giorni scorsi hanno dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un giovane 30enne residente in provincia, il quale nel tempo si è reso responsabile di numerosi episodi di spaccio di sostanze stupefacenti (soprattutto droghe pesanti) a favore di giovani di altri paesi limitrofi.

Il GIP Antonio Sicuranza presso il Tribunale di Isernia, su richiesta dal Procuratore della Repubblica Carlo Fucci e dal Sostituto P. Maria Carmela Andricciola, valutati tutti gli elementi raccolti nel corso delle indagini, nonché le modalità e circostanze del fatto rilevate dai vari episodi criminosi dai quali sono emerse le oggettive responsabilità del giovane, condividendo la richiesta formulata e ritendo sussistente il pericolo che l’indagato potesse reiterare il reato emetteva nei suoi confronti la misura coercitiva degli arresti domiciliari.

Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dal Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Isernia comandati rispettivamente dal Ten. Severino VERA e dal Ten. Col. Riccardo Turchetti, prendevano avvio da una serie di informazioni fiduciarie acquisite da fonti attendibili da cui emergeva che l’indagato aveva avviato una continua attività di spaccio nel comune di residenza ed in quelli adiacenti.

Nel corso delle attività investigative venivano rilevati numerosissimi contatti tra l’interessato e soggetti noti quali assuntori, al cui esito la Procura della Repubblica di Isernia autorizzava l’esecuzione di attività tecniche mediante le quali si riusciva a monitorare il comportamento del 30enne da cui si poteva delineare un chiaro quadro dell’attività delinquenziale posta in essere con continuità dall’indagato.

Tale tesi è stata così poi confermata dalle dichiarazioni accusatorie rilasciate nei suoi confronti dai giovani acquirenti delle diverse sostanze stupefacenti, identificati grazie alla complessa attività tecnica, che hanno tutti confermato le modalità utilizzate per i contatti, il linguaggio criptico adoperato nelle comunicazioni, le somme corrisposte e le quantità di stupefacente cedute in ogni occasione.