Giuseppe “Joe” Biondi fu, negli Stati Uniti, un grande e bravo chitarrista molisano

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Joe BiondiCAMPOBASSO – Era nato a Campobasso il 23 marzo del 1884. Giuseppe “Joe” Biondi nacque a Campobasso, al n. 38 di strada dell’Olmo, il 23 marzo del 1884, da Ignazio (nell’atto di nascita del figlio venne registrato come “bettolaio”) e Adele Vallillo(“cucitrice”).

I genitori si erano sposati a Campobasso il 15 ottobre del 1881( dinanzi al Comm. Eugenio Salottolo assessore supplente del Sindaco) e avevano, quel giorno, rispettivamente 19 anni Ignazio e solo 16 anni Adele . Giuseppe “Joe” fu uno degli 11 figli della famiglia Biondi.

Il padre, personaggio istrionico, sembra fosse, aldilà del mestiere che esercitava, anche abile musicista e compositore. Nel 1894 la decisione di Ignazio di emigrare e di portare con se la moglie e i quattro figli (gli altri nasceranno negli Stati Uniti). Arrivarono ad “Ellis Island” con la nave a vapore “Werra”.

Sin da piccolo, sicuramente influenzato dal padre, iniziò a studiare ed esercitarsi nel campo musicale. Suonava in maniera superba la chitarra, il mandolino e il banjo. Lo sbocco inevitabile fu il divenire un artista professionista. Molto apprezzato ed amato dagli italo-americani iniziò proprio a “Little Italy” a cimentarsi in teatro nel “Vaudeville” (Commedia leggera e brillante, basata sull’intrigo e la satira).

Compose nel corso della Prima Guerra Mondiale “Gli alleati in marcia” che fu adottata e suonata ovunque. Suonò con diverse “Band” popolari con le quali incise numerosi dischi. In particolare fu il chitarrista preferito di due grandi artisti del tempo il musicista Roy Smeck e il cantautore Vernon Dalhart (con lui in particolare, suonò ed incise il popolare “The bully song”.

Quando Roy Smeck incise uno dei suoi più grandi successi “12th srteet rag” lo volle come chitarrista. Su “New York Studio Singer and Musicians. Who Performed on Hillbilly Recordings, 1924-1932” il suo nome viene riportato. Così come su “Country Music Records: A Discography, 1921-1942” di Tony Russell e Bob Pinson e su “American Historical Recordings”.

Aveva sposato l’italo-americana Assunta “Suzie” Pece, nove anni meno di lui, che gli diede due figli Ignatius e Albert. Morì il 20 settembre del 1965. Il testimone, della sua musica e della sua chitarra, è stato raccolto con successo da figli e nipoti.

A cura di Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”