La “Michael Jacobs House”, storico edificio americano, fu costruito da un molisano

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iacobucci

Michael “Mike” Jacobs che in realtà si chiamava Michelangelo Iacobucci. Era nato a Vinchiaturo, in provincia di Campobasso, nel 1862

La “Michael Jacobs House” di Columbus, nella contea di Stillwater, in Montana, nota anche come “Jacobi House” è una casa in stile rinascimentale costruita in pietra arenaria locale tra il 1900 e il 1907. Nel 1987 questa struttura è stata inserita nel “ National Register of Historic Places” (registro nazionale dei luoghi storici) un l’elenco del governo degli Stati Uniti relativo a distretti, siti, edifici, strutture e oggetti ritenuti meritevoli di conservazione per il loro significato storico. Questa abitazione fu costruita per farne la propria abitazione da Michael Jacobs.

In realtà Michael “Mike” Jacobs si chiamava Michelangelo Berardino Iacobucci ed era nato a Vinchiaturo (CB), il 10 ottobre del 1862, da Antonio (ventitreenne “muratore” figlio di Michelangelo e Mariangela D’Aquila) e da Colomba Iacobucci (ventitreenne figlia di Berardino e Maria Luisa Lembo). Sin da giovanissimo apprese a Vinchiaturo il duro mestiere del “tagliapietre-scalpellino”. All’inizio emigrò a Chicago dove iniziò a lavorare con una ditta di costruzioni. La notte studiava architettura in una scuola serale. Lavorò come assistente nella progettazione e costruzione del “Art Institute of Chicago” e completò la rifinitura dei meravigliosi leoni posti all’ingresso.

Nel 1900 gli arrivò la proposta di assumere la guida, insieme a J. B. Annin e William H. Norton, della cava di Columbus in Montana. Nel solo giro di un anno Jacobs ampliò notevolmente la produzione della cava. Favorì l’arrivo di numerosi “maestri scalpellini” italiani (quasi tutti molisani ed abruzzesi) e delle loro famiglie a Colombus e assunse operai locali per svolgere il lavoro manuale. Fece costruire capannoni per attrezzature, un grande edificio che ospitava un ufficio, una sala per il taglio, una per i fabbri e banchine di carico. Nel 1901, la cava impiegava 72 uomini. La popolazione che nel 1900 era di appena 175 persone nel 1910 era già arrivata a 521. Lo sviluppo commerciale lungo la strada principale della città crebbe di conseguenza, così come il numero di abitazioni tra il distretto commerciale e la cava.

Successivamente, nel 1906, rimase il solo responsabile della cava che gestì per altri due decenni. Il materiale della cava fu utilizzato per costruire edifici governativi a Butte, Helena e Billings ed inoltre per l’edificio scolastico di Missoula, un Hotel e un scuola di Havre. L’arenaria servì anche per la costruzione con di edifici, monumenti cimiteriali e lapidi. Michael Jacobs diversificò le sue attività anche con la gestione di un locale con sala da biliardo, bar, ristorante e pista da bowling il “Atlas Building”. Una la pubblicità sul “Columbus News” indicava il locale come attrezzato per vendita gelati, bibite, sigari, sigarette, e caramelle con “attrezzatura da pesca di alta qualità e linea completa di articoli sportivi”. Fu anche sindaco di Columbus e sempre portato ad aiutare i bisognosi. Michael Jacobs morì, il 22 gennaio del 1927, a Columbus. Il “Columbus News” titolò: “E’ morto papà Mike”. Gli subentrò nell’attività il figlio Harry.

A cura di Geremia Mancini – presidente onorario “Ambasciatori della fame”