Papa, dj e speaker radiofonico italo‑britannico, ha costruito una trilogia che indaga il tempo come motore narrativo. Dopo Sette giorni, romanzo dell’urgenza, e Nuova Stoccolma, storia della fuga, con La taverna del vicolo sbagliato compie un salto narrativo: il tempo non è più una linea, ma «una soglia da attraversare». Il racconto si muove su due piani temporali paralleli: nel 1827, nella Foresta Nera, la taverna accoglie Lorraine Taquinze, custode di un sapere antico; nel presente, William Doyle scopre un enigmatico libro giapponese legato alla Confraternita della Pietà. Due epoche che si riflettono l’una nell’altra, interrogando il lettore sul legame profondo con le generazioni passate.
La critica ha accostato Papa a Nick Hornby per la capacità di raccontare le fragilità dell’uomo contemporaneo, ma il suo tratto distintivo resta la musica, intesa non solo come colonna sonora, ma come filosofia narrativa. Il ritmo del romanzo richiama quello di un dj set: alternanze, pause, climax. La taverna diventa così un luogo sospeso, un club fuori dal tempo dove si incrociano destini e memorie.
Pubblicata da BigBox Edizioni, la trilogia conferma la capacità della casa editrice molisana di sostenere progetti narrativi ambiziosi, coniugando radicamento territoriale e respiro nazionale. A Ururi, comunità di origine arbëreshë, la presentazione assume un valore particolare: un ritorno alle radici per un autore che continua a intrecciare passato e presente con una voce originale e riconoscibile.
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