Molise, ambiente: quali le differenze tra “bandiera blu” e “vele”?

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bandiera-blu-feeCAMPOMARINO (CB) – Il Consigliere comunale e capogruppo PD Campomarino, Vincenzo Cordisco, in una nota è intervenuto per far chiarezza sul tema “bandiera blu” e “vele”:

“Con cadenza annuale oramai siamo abituati a vedere pubblicati i dati sullo stato di salute dei nostri mari, grazie soprattutto alla FEE (Federazione Europea dell’Ambiente), che assegna la “bandiera blu”, e a Legambiente e Touring Club Italia che con la pubblicazione “Guida blu” assegnano le “vele”.

Ma qual è la differenza tra la “bandiera blu” e le “vele”? Quali sono i parametri presi ad esame per l’assegnazione di questi vessilli tanto decantati dalle amministrazioni comunali?

Le località costiere del Molise (Termoli, Petacciato e Campomarino) ottengono la bandiera blu per la FEE ed invece una vela, cioè il minimo sindacale visto che il massimo è 5, a Termoli e Petacciato mentre Campomarino ne ottiene due.

La domanda sorge spontanea, se entrambi i riconoscimenti vengono assegnati sulla base dei criteri generali su ambiente, qualità delle acque e servizi, perché poi i giudizi sono così diversi?

Proviamo a fare chiarezza.

“La Fee, nata nel 1981, è una organizzazione internazionale non governativa e no-profit con sede in Danimarca, agisce a livello mondiale attraverso le proprie organizzazioni ed è presente in più di 73 paesi nel mondo.

L’obiettivo principale è la diffusione delle buone pratiche ambientali; i criteri internazionali per le spiagge sono descritti in 33 voci racchiuse in quattro sezioni: educazione ambientale e informazione; qualità delle acque; gestione ambientale; servizi e sicurezza.

Tra gli altri criteri presi in esame si trovano anche: la depurazione delle acque reflue, la gestione dei rifiuti, la regolamentazione del traffico veicolare, la sicurezza ed i servizi in spiaggia.

La Bandiera Blu è un riconoscimento internazionale istituito nel 1987 nell’ Anno europeo dell’Ambiente e che viene assegnato ogni anno in 73 paesi, inizialmente solo europei, più recentemente anche extra-europei.

Ai Comuni rivieraschi la Fee invia il questionario Bandiera blu, da restituire completo delle risposte in ogni sua sezione e corredato di tutti i supporti documentali richiesti. Le informazioni sul Programma Bandiera blu, ed il questionario, sono pubblicate sul sito internet dell’Associazione (www.bandierablu.org); in tal modo, tutti i Comuni interessati, anche quelli non contattati direttamente, possono comunque scaricarne una copia e partecipare”.

Legambiente e Touring Club Italia con il progetto “il mare più bello, Guida blu 2016”, classificano le spiagge – assegnando le “vele” – in collaborazione con l’Istituto di ricerca Ambiente Italia, tenendo conto dei dati e delle valutazioni di Goletta Verde che, circumnavigando la nostra penisola, effettua su circa 8.000 km di coste. Inoltre, tiene conto anche dei dati raccolti dai circoli locali di Legambiente e quelli elaborati da diverse banche dati sulla gestione dei servizi.

I criteri di scelta si basano su molteplici fattori, quali: la pulizia del mare e delle aree balneabili, la qualità dell’ambientale e dei servizi ricettivi, l’adozione di politiche di sostenibilità, l’attenzione al consumo del suolo e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili.

Volendo banalizzare il ragionamento, si potrebbe affermare che la Fee per aggiudicare la “bandiera blu” si basa, soprattutto, su questionari inviati dai Comuni valutando l’incartamento autocertificato e stabilendo sulle carte se le azioni messe in atto dal Comune vanno verso un rispetto per l’ambiente, mentre per l’aggiudicazione delle “vele” da parte di Legambiente e il Touring Club Italia vi è il monitoraggio della costa, quasi in tempo reale, da parte di Goletta Verde con l’ausilio dei gruppi locali per l’analisi delle acque, oltre alle altre informazioni.

La differenza è lampante e significativa: le “vele” ti vengono assegnate su valutazioni oggettive e materiali, (non esiste una richiesta dell’ente ad essere valutato), mentre la “bandiera blu” viene richiesta attraverso il questionario, e quindi senza verifica sul posto di quanto affermato da parte del Comune.

Questo non vuol dire che l’una sia migliore dell’altra, ma certamente se sovrapposte mettono in evidenza delle contraddittorietà non da poco e sulla cui valutazione il turista, che decide di trascorrere le vacanze, dovrebbe basarsi”.