Campobasso

Mostra di Michelangelo Janigro a Campobasso

CAMPOBASSO – Resterà aperta fino al 29 luglio la mostra di Michelangelo Janigro presso il Palazzo ex Gil di Campobasso. Dal titolo “Over Style” l’antologia dinamica alla Fondazione Molise Cultura. Sarà possibile visitare la stessa dal  martedì alla domenica, dalle ore 16.00 alle ore 21.00, biglietto di ingresso 3 euro.

Overstyle è la storia di un cammino lungo compiuto da Michelangelo Janigro dentro i suoi lustri che documentano le tracce di una storia passata per restituirla alle generazioni future. È anche la voglia di perdersi in un tempo che trascorre veloce e inesorabile per ritrovarsi trasformato nella sua essenza.

La mostra è organizzata come un canone musicale le cui voci, costituite da distinti periodi pittorici (caratterizzati da tematiche e tecniche), si intrecciano tra loro creando un tessuto armonico che si evolve dalle prime esperienze fino alle creazioni più recenti.

L’esposizione illustrerà quattro periodi fondamentali del mio percorso artistico in quattro spazi distinti, idealmente collegati tra loro. In ciascuno di essi sezioni espressive anche in apparente contraddizione tra loro dialogheranno in un fitto contrappunto; ogni sezione avrà un titolo.

La mostra va visitata lentamente. Non ha importanza il percorso che si sceglie all’interno degli spazi espositivi di via Gorizia, all’ex Gil, purché si presti attenzione: lo spettatore si ritroverà proiettato in anni passati per poi tornare al presente e fare un balzo nel futuro. Quadro dopo quadro, ci sarà fedele la perplessità, ma si potrà andare oltre, a sentire. Sarà un viaggio in anni a volte tormentati per l’artista, alla ricerca di codici, suoni e di quello di cui ogni pittore ha bisogno: riconoscere il proprio io artistico. Vite che si intrecciano: della giornalista e dell’artista, Janigro, da poco rientrato da un viaggio in Portogallo.

Inevitabile pensare a Josè Saramago quando scriveva che “il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione”.

Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito”.

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