Progetto “Classi senza aule” all’Istituto Alfano di Termoli

studenti alfanoTERMOLI – All’Istituto Alfano di Termoli, sulla scia del percorso “Quando lo spazio insegna”, diventato ormai una buona pratica didattica a sistema dallo scorso anno, ha preso avvio a settembre scorso il progetto “Classi senza aule” dedicato alle classi del biennio del Liceo Scientifico – opzione Scienze applicate sperimentato dalle docenti Marianna Di Marco e Rachele Iannacci (promotrici e referenti) insieme a tutti i docenti dei consigli di classe interessati.

L’ambiente di apprendimento rappresenta una dimensione metodologico-didattica privilegiata per valorizzare l’esperienza e le conoscenze degli alunni, attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità, favorire l’esplorazione e la scoperta, incoraggiare l’apprendimento collaborativo, promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere, realizzare attività didattiche in forma di laboratorio.

aula einstein

Scompare così l’aula come spazio unico della classe per tutto l’anno e per tutte le discipline: gli studenti sono sempre in movimento, ordinato, responsabile e indipendente. In base all’orario delle lezioni raggiungono una delle cinque aule: “aula Darwin” (Scienze), “aula Archimede” (Matematica), “aula Einstein” (Fisica) e “aula Turing” (Informatica), “aula Galileo” (Astronomia), allestite con attrezzature e arredi diversi, colorati e adatti ad attività didattiche differenti, dove l’insegnante della materia prevista per quell’ora li aspetta e li accoglie.

La prof.ssa Rachele Iannacci riferisce che nelle nuove aule gli studenti possono muoversi più liberamente e, attraverso l’uso della tecnologia, esprimere al meglio le proprie capacità. E gli spostamenti? «Avvengono ordinatamente nell’arco di pochissimi minuti, durante i quali gli alunni possono recarsi ai propri armadietti, situati lungo il corridoio, per prelevare o depositare i materiali (libri, quaderni, strumenti vari…). É piacevole e distensivo per i ragazzi anche “staccare” per qualche minuto, per recuperare una migliore concentrazione per il lavoro successivo».

La prof.ssa Marianna Di Marco precisa: «Una scuola così strutturata mette in moto nuove dinamiche didattiche, favorisce la voglia di lavorare in gruppo e aumenta la motivazione. Un ambiente condiviso da tutti favorisce, inoltre, il senso di responsabilità e il senso civico dei ragazzi».

«La nostra scuola ha iniziato da tempo un percorso di progressiva valorizzazione di metodologie didattiche innovative», ricorda la Dirigente, dott.ssa Concetta Rita Niro, «sperimentando e verificando sul campo di anno in anno proposte e idee che partono proprio dai docenti, dai loro quotidiani tentativi di mettersi sempre più in sintonia con i giovani di cui curano la formazione, intercettandone i differenti stili cognitivi, coinvolgendoli nell’impostazione del lavoro, esaltandone i talenti e la capacità di responsabilità».