Tra gli obiettivi indicati dai promotori, il superamento delle difficoltà legate ai servizi, in particolare sanità e infrastrutture, il contrasto allo spopolamento e una maggiore integrazione territoriale. Dopo la consegna della petizione alla Provincia, l’iter si era fermato nel dicembre scorso, quando il segretario generale aveva comunicato ai promotori l’improcedibilità della richiesta per la mancanza, nel carteggio, della proposta deliberativa ritenuta necessaria per avviare l’istruttoria. Contro il diniego il Comitato aveva presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
Il Consiglio di Stato, nel parere espresso sulla vicenda, ha ritenuto il provvedimento viziato da “carenza di motivazione ed eccesso di potere”, aprendo così la strada alla ripresa dell’iter. “Siamo di fronte all’ennesima conferma dell’inconsistenza delle tesi sostenute dalla Provincia di Isernia”, ha commentato all’Ansa Antonio Bucci, presidente del Comitato. “Ora il Consiglio provinciale dovrà esprimersi sulla volontà popolare. Se dovesse votare contro l’indizione del referendum, dovrà motivare la propria decisione”. Per Bucci, in ogni caso, il Comitato continuerà il percorso avviato: “Non si può ignorare e contrastare la volontà popolare”.
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