Sul fronte dell’assistenza domiciliare – aggiunge – il monitoraggio nazionale relativo al Dm 77 evidenzia una copertura territoriale completa dei distretti molisani per le diverse tipologie di servizi censiti. Inoltre, il Fascicolo sanitario elettronico è già ampiamente utilizzato e il completamento della sua nuova architettura potrà rafforzare ulteriormente l’integrazione tra i professionisti”. Dopo anni difficili, dunque, iniziano a emergere segnali di cambiamento.
“A gennaio 2026, a quasi vent’anni dal precedente accordo del 2007 – spiega Di Renzo – è stato sottoscritto il nuovo Accordo integrativo regionale della medicina generale. Non è un semplice rinnovo contrattuale, ma una profonda riorganizzazione dell’assistenza territoriale, attraverso le Aggregazioni funzionali territoriali, le forme organizzative multiprofessionali e le Case della Comunità. Il nuovo modello coinvolge l’intera medicina generale e prevede la presenza, accanto ai medici, di infermieri, specialisti, psicologi, professionisti dell’area sociale e personale amministrativo. È un impianto tra i più avanzati in Italia, che sta suscitando interesse anche al di fuori del Molise. A questo si è aggiunta la sottoscrizione del nuovo accordo regionale per la specialistica ambulatoriale, altro passaggio atteso da anni. Naturalmente – conclude il sindacalista – gli accordi, da soli, non bastano: devono essere attuati, finanziati e accompagnati dal personale e dalle tecnologie necessarie. Ma rappresentano il segnale che la fase dell’immobilismo può essere finalmente superata”.
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