Scarcerazione di Zaki, il commento del sindaco di Campobasso

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Gravina: “Felici per Zaki. Importante agire insieme per garantire il rispetto dei diritti umani di ognuno”

CAMPOBASSO – Dopo 668 giorni Patrik Zaki verrà scarcerato. È questa la notizia che in mattinata è giunta direttamente dall’Egitto, dove oggi era in programma una nuova udienza che è terminata con la decisione di rimettere in libertà, almeno fino al 1 febbraio, data stabilità per l’udienza successiva, lo studente egiziano iscritto ad un master dell’Università di Bologna, in carcere nel suo paese (dove era rientrato senza sapere di essere oggetto di un mandato di cattura) dal 7 febbraio 2020, per motivi politici.

In questi 22 mesi di detenzione subiti dallo studente egiziano, la campagna di Amnesty International “FreePatrickZaki” è anche diventata la richiesta di tanti enti locali, comuni, università e altri luoghi di cultura impegnati congiuntamente per richiedere libertà per Patrick Zaki. Tra i comuni aderenti alla campagna anche il Comune di Campobasso.

“È passato quasi un anno da quando, sul finire di dicembre del 2020, il Consiglio comunale di Campobasso approvò un ordine del giorno, presentato dal capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Antonio Vinciguerra e dalla consigliera Margherita Gravina, a favore di Patrick Zaki, – ha ricordato il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina – un documento che ricevette anche il plauso e il ringraziamento di Amnesty International – Italia, con il quale rivolgemmo una richiesta di intervento forte e credibile alla nostra figura istituzionale più alta, ovvero il Presidente della Repubblica, affinché operasse per indurre le istituzioni egiziane al rilascio di Patrick.

La notizia arrivata questa mattina della scarcerazione di Zaki, – ha sottolineato Gravina – avvenuta dopo l’ennesima udienza svoltasi al tribunale di Mansura e in attesa dell’udienza del prossimo 1 febbraio 2022, rende felice tutta la nostra comunità e ci permette di credere con ancora più forza e determinazione nell’importanza di intraprendere un cammino comune ogni qual volta è necessario agire per garantire il rispetto dei diritti umani di ognuno”.